Chi sono

Utente: corradopeli
Sono nato nel 1974 e risiedo a Medicina, città che i bolognesi attraversano mentre si dirigono verso il mare. Tra la via Emilia e la San Vitale. Tra la pianura e la collina. Tra la nebbia e gli ombrelloni. Tra due secoli. Mi colloco così. Sono giornalista e collaboro con diverse testate. ''La mia coscienza è la traccia 7 dell’ultimo album dei sigur ros" è il mio primo romanzo.

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venerdì, 30 maggio 2008

Le notizie della settimana

Il raid anti extracomunitari al Pigneto è stato capitanato da un losco figuro che si vantava di avere il tatuaggio di Che Guevara sul braccio. (Nutro dubbi sulla notizia, sul personaggio e anche su Che Guevara).

Un aereo che gironzolava tra Brasile e Perù ha fotografato una tribù mai vista prima, con la pelle rossa. Le foto sono straordinarie, non c’è che dire. (Nutro dubbi sulla notizia, annuso l’odore di bufala, e non è mozzarella).

Moratti licenzia Mancini. (E chissenefrega).

Rissa tra collettivi autonomi di sinistra e personaggi di forza nuova. Oppure personaggi di forza nuova che aggrediscono i collettivi di sinistra. (Fate una cosa, figli del duce e figli di stalin, andate a far del volontariato che è meglio).

Piove di brutto. (Governo ladro?).

Hanno tolto l’ici. (ho già speso tutto in benzina).

postato da: corradopeli alle ore 30/05/2008 11:29 | link | commenti
categorie: notizie, sinistra, destra, moratti, pigneto
domenica, 25 maggio 2008

Perché pagare il canone Rai?

Premesso che in televisione c'è molto di peggio, mi chiedo perché io debba pagare il canone Rai per inviare in Islanda il conduttore di Voyager che mi viene a raccontare che la Divina commedia di Dante era ambientata prorpio là, in Islanda.

Comunque sia, sono riuscito ad avere in anteprima il sommario della prossima puntata.

Intervista esclusiva a Lili Turner, ragazza che arriva direttamente dal passato, ci racconterà com'era la sua città, Washington, quando lei aveva 13 anni. Ci dirà in anteprima tutto quello che è successo nel mondo negli ultimi 30 anni.

Clamoroso, la topografia di Castenaso di Bologna ricorda in piano la topografia de La Valletta, città magica dei templari, infatti entrambe le cittadine hanno una strada che le attraversa e ben due piazze con la fontana nel centro.

I nazisti adoravano le gare dei conigli, quale incredibile mistero dietro a questa mania?

Voyager, il piacere della conoscenza.
postato da: corradopeli alle ore 25/05/2008 09:18 | link | commenti (5)
categorie: voyager, rai , canone
martedì, 20 maggio 2008

La nostra lingua

Nel mio lavoro si può passare una serata con Guccini, però ci si può anche imbattere in questi testi, e allora ci si chiede se la lingua italiana meriti tutto ciò...

SOA fornisce le basi per costruire aziende service-driven e mettere in pratica la vision del Liquid Computing. Le Service Oriented Architecture sono un insieme di principi e practice per condividere, riutilizzare e orchestrare logiche di business rappresentate come servizi o componenti. I principi forniscono le linee guida pensate per aiutare le aziende a evolvere verso una struttura service-driven. Le aziende, quando sono service-driven, possono aumentare la propria efficienza attraverso un ampio riutilizzo degli asset IT, una più veloce delivery di valore al business e una maggiore adattabilità ai cambiamenti in corso.
postato da: corradopeli alle ore 20/05/2008 19:49 | link | commenti (4)
categorie: lingua italiana
sabato, 17 maggio 2008

Felipe Cardoso

Questa è la barzelletta raccontata da Francesco Guccini alla cena a cui ho avuto l’onore di partecipare, vedi post precedente, quindi dovete leggerla immaginando anche la sua voce e la sua erre allentata.

“Felipe Cardoso viveva in un paesino nel mezzo dell’Argentina, una di quelle piccole cittadine dove tutti si conoscono. Felipe aveva 18 anni e quella sera si trovava in piazza perché c’era la festa del santo patrono, tutti erano in piazza per la verità, c’era un baccano infernale, la banda che suonava, i petardi, il vociare della gente e dei bambini. Felipe ballava, circondato da ragazze bellissime. Ad un tratto venne colto da un terribile mal di pancia, gli scappava una scoreggia colossale. Fece qualche metro per allontanarsi dalla folla e farla in santa pace, poi si guardò attorno e pensò con quel frastuono l’avrebbe potuta fare lì senza problemi. Così fece, ma proprio in quell’istante la banda smise di suonare e scese un silenzio irreale, squarciato dalla terribile bomba di Felipe. Mezza piazza si voltò verso di lui, chi rideva, chi faceva una faccia disgustata. Felipe si sarebbe sotterrato, c’erano tutte le ragazze a cui puntava da tempo, se l’era giocate tutte. Corse a casa, si gettò nel letto, distrutto. Alle sei del mattino si rialzò, non aveva chiuso occhio, fece le valigia, scrisse un biglietto ai genitori e prese il primo treno per Buenos Aires. Nella capitale trovò lavoro, prima affittò poi comprò casa, conobbe una ragazza e la sposò, ed ebbe tre figli, insomma si rifece una vita, fino a raggiungere la meritata pensione. Un giorno, guardò la moglie e disse che era giunto il momento di tornare a visitare il paese, anche solo per un giorno, ormai il trauma era superato, pensò.
Prese il treno e tornò al villaggio, uscito dalla stazione ripercorse il viale che lo riportava nella famigerata piazza. Entrò nel bar di Conchita e si appoggiò al banco, ordinando una cerveza gelata. Di fianco a lui c’era un giovane, anch’egli intento a sorseggiare birra giacciata.
“Scusi – disse Felipe rivolgendosi al ragazzo -, ma al di là della piazza c’è ancora la bottega di frutta e verdura delle sorelle Marinez?”
“Noooo – rispose il giovane -, sono anni che ha chiuso, adesso hanno aperto un McDonald, un fast food all’americana”.
“E all’angolo con il viale ad est c’è ancora il calzolaio? Si chiamava Mendoza, mi pare...”
“No, no, anche lui ha chiuso da diversi anni – rispose il ragazzo, sorridendo – adesso là vendono telefoni cellulari. Ma mi tolga una curiosità, lei una volta abitava qui?”
“Sì, abitavo qui – rispose Felipe Cardoso – ma me ne sono andato tantissimi anni fa”.
“E dimmi – aggiunse Felipe – ma qui di fianco non c’era il ristorante di Miguel Echeverri?”
“Seeeee – disse il giovane alzando le mani – quello ha chiuso da così tanti anni che nemmeno io l’ho mai visto. Ma scusi, lei da quando se ne è andato da qui?”
“Da tantissimi anni, tanti, veramente tanti” Disse Felipe.
“Sì, ma – disse il giovane guardandolo negli occhi – se ne andò prima o dopo la storica scoreggia di Felipe Cardoso?”
postato da: corradopeli alle ore 17/05/2008 21:59 | link | commenti
categorie: barzelletta, guccini
venerdì, 16 maggio 2008

A cena con il maestro

Il mio lavoro comporta stress. Il mio lavoro comporta anche qualche soddisfazione.
Martedì sera sono stato a cena con il cantautore Francesco Guccini, non vi racconto la serata, perché è meglio descritta dall’articolo scritto da Paolo Bernardi sul settimanale Sabato Sera di Imola, vi dico soltanto che a fine pezzo si parla di un certo Felipe Cardoso, e della sua vicenda, se ne accenna ma non si racconta la sua storia. Lo farò io tra un paio di giorni. Il file dell'articolo è qui sotto in allegato.

guccini
postato da: corradopeli alle ore 16/05/2008 12:16 | link | commenti (1)
categorie: musica, irlanda, vino, guccini
martedì, 13 maggio 2008

Tra il dire e il fare... io dico.

A fine 2007 avevo preso una delle mie iniziative più geniali, avrei fotografato e postato su questo blog tutto ciò che sarei andato a mangiare nel corso del 2008. Sarebbe stato interessante vedere le misere colazioni a caffè amaro e biscotti molli, i pranzi di corsa a base di rotolini presso il bar Arnold, oppure le mie originali ricette serali, senza considerare le trasferte nei migliori e o peggiori ristoranti della zona.
Mi sembrava un esperimento interessante. Non mi sembrava difficile, visto che oggi i cellulari fotografano.
L’ho fatto? Ovviamente no.
Perché? Perché tra il dire e il fare io sto con il fare.
Invece qui sotto vi posto l’esperimento fatto da un tale che per sei anni si è fotografato ogni santo giorno della sua vita, quasi sempre nella stessa posizione, con la medesima espressione.
C’è da dire che il ragazzo non ha fatto molto per rendere la cosa divertente, più o meno sempre lo stesso bulbo e il colorito tendente al bianco straccio.
Lui però l’ha fatto.
postato da: corradopeli alle ore 13/05/2008 13:52 | link | commenti (2)
categorie: cambiare
domenica, 11 maggio 2008

Il sottofondo della comunità

Nella mia città sta accadendo qualcosa di simpatico. Succede che è uscito il libro di Caterina Cavina “Le ciccione lo fanno meglio”, libro che sta diventando il successo dell’anno, con Caterina ormai ospite fisso nei talk show e sui giornali. Allora, a parte la mia soddisfazione nei confronti di una persona che se lo merita appieno, il successo che sta vivendo, la questione che mi diverte di più è quel vociare di sottofondo che sta montando nel paese.

Il libro è palesemente ambientato tra le nostre strade, nelle sue pagine ritrovi i nostri luoghi e di conseguenza diventa naturale cercare, tra i vari personaggi, i corrispondenti nella realtà, anche perché la narrazione è fortemente autobiografica.

Conosco bene Caterina, la conosco da anni e ho avuto la fortuna di aver letto una vecchia versione del romanzo, un po' di tempo fa. Inutile dire che ho comprato il libro il giorno stesso dell’uscita e il giorno dopo l’ho finito, divorandolo.

Anch’io scrivo, con le dovute proporzioni, per cui conosco bene il processo con cui i personaggi di una storia prendono vita, sono tasselli della propria esistenza e di ciò che ti circonda, anche nel romanzo più fantastico che esista i personaggi riportano qualcosa degli amici, dei parenti, dei conoscenti, ma ciò non vuol dire che quel personaggio abbia l’esatto corrispondente nella realtà quotidiana.

Però... però è naturale che nel piccolo paese, come l’onda di marea, la discussione cresca senza che nessuno, però, esca allo scoperto, ci sono soltanto decine di investigatori che in silenzio cercano la verità, ma Bietola è proprio ..., ma Caterina ha una sorella? Ma proprio nella casetta di Babbo Natale lo facevano?

È curioso che Caterina abbia richieste da tutta Italia per presentare il suo libro e nessuno le abbia chiesto di presentarlo nel suo paese.

C’è chi si scandalizza. Chi è contento perché convinto di essere lui uno dei protagonisti. Chi, in fin dei conti, spera di rientrare nel prossimo libro. C’è chi fa finta di niente.

Io cosa penso? Penso che ogni libro di grande successo sfocia sempre in un film, e allora sì che ci divertiremo.

postato da: corradopeli alle ore 11/05/2008 08:53 | link | commenti (6)
categorie: caterina, bassa, ciccione, cavina
giovedì, 08 maggio 2008

Ci stavo per cascare, ma non ci sono riuscito. Ma riproverò.

Potevo non tentare di sbirciare le dichiarazioni dei redditi dei miei concittadini? Sì, perché a me frega poco di cosa denuncia Totti, o il Berlusca o Corona, io voglio sapere se quel mio amico che mi scrocca sempre da bere guadagna più di me, oppure se quel palazzinaro che mi stava accanto al liceo, e ora gira in Cayenne, dichiara di essere un poveraccio. Insomma mi collego a edonkey e mi metto a scaricare un file dove dovrebbero esserci tutte le dichiarazioni degli italiani. Mentre il file scende nel mio computer ho la bava alla bocca. Mentre sto cenando non penso ad altro, e voglio proprio vedere, se come dice il droghiere...

E invece niente, ci sono soltanto le grandi città e i grandi comuni. La delusione mi assale e vado a letto, ma ho deciso di ritentare.
postato da: corradopeli alle ore 08/05/2008 13:21 | link | commenti (2)
categorie: dichiarazioni, redditi
martedì, 06 maggio 2008

Non basta mai

Vai in Africa, ci sono leoni con denti affilati, ghepardi veloci come Ferrari, leopardi assetati di sangue, serpenti velenosi, ippopotami schizoidi, malattie di ogni tipo, guerre civili, guerre etniche, criminalità, fame, carestie, terrorismo... e nonostante tutto questo vi cercate pure il rischio di volare giù dalle cascate Vittoria? Allora non vi basta mai...


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postato da: corradopeli alle ore 06/05/2008 20:25 | link | commenti (5)
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