Il raid anti extracomunitari al Pigneto è stato capitanato da un losco figuro che si vantava di avere il tatuaggio di Che Guevara sul braccio. (Nutro dubbi sulla notizia, sul personaggio e anche su Che Guevara).
Un aereo che gironzolava tra Brasile e Perù ha fotografato una tribù mai vista prima, con la pelle rossa. Le foto sono straordinarie, non c’è che dire. (Nutro dubbi sulla notizia, annuso l’odore di bufala, e non è mozzarella).
Moratti licenzia Mancini. (E chissenefrega).
Rissa tra collettivi autonomi di sinistra e personaggi di forza nuova. Oppure personaggi di forza nuova che aggrediscono i collettivi di sinistra. (Fate una cosa, figli del duce e figli di stalin, andate a far del volontariato che è meglio).
Piove di brutto. (Governo ladro?).
Hanno tolto l’ici. (ho già speso tutto in benzina).
Nella mia città sta accadendo qualcosa di simpatico. Succede che è uscito il libro di Caterina Cavina “Le ciccione lo fanno meglio”, libro che sta diventando il successo dell’anno, con Caterina ormai ospite fisso nei talk show e sui giornali. Allora, a parte la mia soddisfazione nei confronti di una persona che se lo merita appieno, il successo che sta vivendo, la questione che mi diverte di più è quel vociare di sottofondo che sta montando nel paese.
Il libro è palesemente ambientato tra le nostre strade, nelle sue pagine ritrovi i nostri luoghi e di conseguenza diventa naturale cercare, tra i vari personaggi, i corrispondenti nella realtà, anche perché la narrazione è fortemente autobiografica.
Conosco bene Caterina, la conosco da anni e ho avuto la fortuna di aver letto una vecchia versione del romanzo, un po' di tempo fa. Inutile dire che ho comprato il libro il giorno stesso dell’uscita e il giorno dopo l’ho finito, divorandolo.
Anch’io scrivo, con le dovute proporzioni, per cui conosco bene il processo con cui i personaggi di una storia prendono vita, sono tasselli della propria esistenza e di ciò che ti circonda, anche nel romanzo più fantastico che esista i personaggi riportano qualcosa degli amici, dei parenti, dei conoscenti, ma ciò non vuol dire che quel personaggio abbia l’esatto corrispondente nella realtà quotidiana.
Però... però è naturale che nel piccolo paese, come l’onda di marea, la discussione cresca senza che nessuno, però, esca allo scoperto, ci sono soltanto decine di investigatori che in silenzio cercano la verità, ma Bietola è proprio ..., ma Caterina ha una sorella? Ma proprio nella casetta di Babbo Natale lo facevano?
È curioso che Caterina abbia richieste da tutta Italia per presentare il suo libro e nessuno le abbia chiesto di presentarlo nel suo paese.
C’è chi si scandalizza. Chi è contento perché convinto di essere lui uno dei protagonisti. Chi, in fin dei conti, spera di rientrare nel prossimo libro. C’è chi fa finta di niente.
Io cosa penso? Penso che ogni libro di grande successo sfocia sempre in un film, e allora sì che ci divertiremo.
