Chi sono

Utente: corradopeli
Sono nato nel 1974 e risiedo a Medicina, città che i bolognesi attraversano mentre si dirigono verso il mare. Tra la via Emilia e la San Vitale. Tra la pianura e la collina. Tra la nebbia e gli ombrelloni. Tra due secoli. Mi colloco così. Sono giornalista e collaboro con diverse testate. ''La mia coscienza è la traccia 7 dell’ultimo album dei sigur ros" è il mio primo romanzo.

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martedì, 29 aprile 2008

Recensioni belle e buone

Into the wild: 9

Il petroliere: 6,5 potrei dare anche meno ma verrei tacciato di non capire nulla di cinema

Non è un paese per vecchi: 7 al film 9 al killer cattivo

Juno: 8

Onora il padre e la madre: 9

American gangster: 7

La ragazza del lago: 5 alla faccia dei premi vinti

Il cacciatore di aquiloni: 7 sempre duro il paragone se si ha letto il libro, comunque merita

Io sono leggenda: 7,5 un genere che mi piace
postato da: corradopeli alle ore 29/04/2008 18:26 | link | commenti (2)
categorie: recensioni, film, voti
venerdì, 25 aprile 2008

BELLA CIAO (pop.) vs V-Day

Quello che leggete sotto è il post scritto sul suo blog dal mio esimio socio in affari e nonché caro amico. L'ho  preso, copiato e incollato, perché lo condivido in pieno.

****

E' il 25 aprile. I fascisti tinti di verde sono andati al potere, ma fa nulla. E' sempre il 25 aprile. Non ce l'hanno portato via mai, nemmeno nel 1994, nemmeno nel 2001.

E non facciamocelo portare via da Beppe Grillo. Il suo "Vaffanculo Day "poteva farlo un'altro giorno. Poteva scegliere San Valentino, o la festa delle Forze armate. No, ha scelto il 25 aprile.

Per dire cosa? Ce l'ha con i giornalisti, con i giornali, con l'informazione. Come l'editore Berlusconi.

Sono un giornalista onesto, free-lance, che cerca di fare le cose con la massima onestà possibile, uno che investe e rischia ogni giorno. Sono uno che ha nel suo essere giornalista professionista una piccola tutela, perché me la devo vedere da solo in un mercato di comunicatori senza rete, gente che scrive cose non vere, improvvisati, furbi, che spesso mescolano torbide zuppette. Lo sa Grillo quanti senza regole, senza scrupoli, ci sono pronti a mettersi al servizio degli editori, alla faccia di quei tanti precari giovani giornalisti (spesso «cagacazzo») di oggi?

Lo sa Grillo come sarebbero contenti gli editori di sbarazzarsi dell'Ordine dei giornalisti? Lo sa che mettere i free-lance e le piccole strutture di giornalisti (agenzie, giornali locali ecc..) sul mercato senza un qualcosa che ne "certifichi" la professionalità (i grandi si certificano da soli con la loro potenza), significa farli sbranare secondo logiche di massimo ribasso, a scapito della qualità dell'informazione? Porca miseria: mettiamo i marchi Dop, Igp ai prodotti alimentari per certificare un percorso preciso di lavorazione, culturale ecc... e vogliamo togliere il “disciplinare" dei giornalisti?

Io faccio il possibile, perché mi piace il mio lavoro e ci credo, ho lasciato un posto fisso per farlo.
Magari non sempre ci riesco a fare le cose bene. Magari mi faccio pagare poco (passando per uno che vale meno di altri). Ma sono uno che studia, si aggiorna, che fa anche uffici stampa cercando di guidare i propri committenti nel dare informazioni corrette, pensando sempre a chi le leggerà.

Sono uno che crede al codice deontologico (quello che vuole abolire Grillo) che fissa i dirirtti e i doveri per una corretta informazione, che assume la Carta di Treviso per i diritti dell'infanzia come propria. E chi non li rispetta deve essere sanzionato, magari sospeso, magari radiato dall'Ordine, anche se legge un Tg. Se l'Ordine non funziona bene va riformato, va aggiustato, non abolito. Se ci sono giornali e giornalisti scandalosi e scandalistici è male (ma ricordate sempre Voltaire), ma che facciamo, buttiamo via tutto? E gli altri, quelli che ogni giorno fanno il loro mestiere onestamente?
L'Ordine dei giornalisti esiste perché c'è una deontologia da far rispettare, c'è una professione delicata da tutelare, ci sono editori e committenti ignoranti, spesso arroganti, sovente cattivi e stronzi da tenere a bada.

Abolire l'Ordine significa indebolire il sindacato (unitario, anch'esso da migliorare, certo) e dare agli editori il potere assoluto sull'informazione. Ci ha pensato Grillo?

Sono fra quelli che vorrebbero, al contrario dell'abolizione, un giro di vite radicale nell'Ordine, che ha le maglie troppo larghe. Chi scrive per vivere, esercitando in via esclusiva, venga dentro, con anche verifiche periodiche. Chi non scrive per vivere, perché fa altro, fuori. Esame di stato e praticantato in redazione per tutti, anche per chi farà uffici stampa. E i free-lance abbiano le stesse tutele e gli stessi diritti di chi è assunto. Chi lavora nel privato sia come chi lavora nel pubblico. Così ci saranno meno schiavi, pronti a chinare il capo per quanche euro in più.
E i tanti Soloni iscritti all'Albo per caso o per vezzo (salvo poi dare ragione a Grillo) siano coerenti e si dimettano, così cominciamo a contarci.

E i contributi pubblici? Da riformare, o anche da ridurre all'essenziale se volete, perchè certo vengono usati anche da testate di grandi partiti che potrebbero far diversamente (forse). Ma quei soldi sono lì per autare (anche) le testate fatte da cooperative di giornalisti. Cioè di giornalisti che cercano di smarcarsi dallo strapotere finanziario per farsi un giornale più autonomo. Magari non piace a Grillo, ma è un aiuto al plurarismo dell'informazione. E' qualcosa che rende l'Italia migliore di altri Paesi. Lo sa Grillo che la pubblicità è in mano a pochi (sempre gli stessi) e per i piccoli giornali sarebbe la morte? Alla faccia della libertà di informazione. Siamo il Paese che tollera di sostenere con aiuti di Stato una compagnia aerea fallimentare, che brucia un milione al giorno, e vuole tagliare un sostegno alla stampa libera.

Abolire è un modo idiota di risolvere le cose. Riformare è un modo intelligente. Se togli tutti i denti dolenti invece di curarli non mangi più. Se una gamba fa male si va dal dottore, non si prende una sega circolare.

Ma lui parla e non si sporca le mani. Perché non si è candidato? Dice che fa il comico e non il politico.
Grillo mi piace (moltissimo) quando fa il comico, quando ci prende tutti per il culo, quando spara a zero. Mi fa paura quando va in piazza a mobilitare la protesta, la massa, e assume iniziative politiche sostenendole non coi contenuti e le proposte, ma con il qualunquismo e la distruzione.
Non è perché dice cose che mi danneggiano (è suo diritto, come lo è il mio di replicare).
Mi fa paura perché di gente così (a proposito del 25 aprile) ne abbiamo avuti abbastanza, e nessuno ci ha portato bene.

E' il 25 aprile e io festeggio la Liberazione, quella vera.
Vaffanculo a te, Beppe populista.
postato da: corradopeli alle ore 25/04/2008 17:55 | link | commenti (3)
categorie: berlusconi, giornalisti, grillo, 25 aprile
giovedì, 24 aprile 2008

Invecchiare con dignità

La foto sotto ha fatto scalpore, il tenente Colombo si aggirava per Beverly Hills ridotto come uno straccio e poco lucido di mente.
A me l'unica cosa che colpisce è il fatto che sia vestito quasi meglio di quando interpretava il tenente.

colombo
postato da: corradopeli alle ore 24/04/2008 17:24 | link | commenti (2)
categorie: colombo
lunedì, 21 aprile 2008

21 aprile

Nati oggi

  • IO
  • Ludovico Carracci, pittore italiano
  • Charlotte Brontë, scrittrice inglese
  • Max Weber, economista, sociologo e filosofo tedesco
  • Licio Gelli, imprenditore italiano
  • Elisabetta II del Regno Unito, sovrana britannica
  • Iggy Pop, cantante statunitense
  • Gino Strada, chirurgo e scrittore italiano
  • Toninho Cerezo, ex calciatore brasiliano
  •  Andie MacDowell, attrice statunitense
  • Robert Smith, cantante e chitarrista britannico
  • Michael Turner, autore di fumetti statunitense


postato da: corradopeli alle ore 21/04/2008 20:52 | link | commenti (9)
categorie: oggi
mercoledì, 16 aprile 2008

La consolazione

C'è sempre chi sta peggio...

leggete qua
postato da: corradopeli alle ore 16/04/2008 18:23 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 14 aprile 2008

Il ritorno dello Psyco nano

E adesso, senza Ici e senza bollo dell'auto, diventerò finalmente ricco...
postato da: corradopeli alle ore 14/04/2008 17:58 | link | commenti (5)
categorie: berlusconi, ici , veltroni
venerdì, 11 aprile 2008

Le ciccione lo fanno meglio/2

Dopo l'intervista mi sono bevuto il romanzo in tre sere, nonostante la narcolessia mi colga regolarmente dopo le 21.
Dire che mi è piaciuto è inutile, perché è scritto bene, innanzitutto, perché mi ritrovo nei luoghi, nei personaggi e nelle situazioni. Ma è bello perché è l'antifavola, perché uno si aspetta la solita storia della sfigatella poco bella che corona il sogno e sposa il ricco bellimbusto, e invece si trova una ragazza che sfigatella non è, ma che di certo non vive una favola.
Se tutte le donne avrebbero fatto a cambio con Bridget Jones, nessuna donna scambierebbe il posto con Alice, su questo non c'è dubbio.

E quante domande mi sorgono adesso.
Ma Spartaco...
E la casetta di Babbo Natale...
E i secchi della sconquassona...
postato da: corradopeli alle ore 11/04/2008 22:44 | link | commenti (3)
categorie: libri, leggere, caterina, ciccione, cavina
domenica, 06 aprile 2008

L'intervista a Caterina

Con grande orgoglio pubblico l'intervista fatta, assieme al mio esimio socio in affari, a Caterina Cavina, mia concittadina, che in questi giorni sta spopolando con il suo primo romanzo "Le ciccione lo fanno meglio", edito da Baldini&Castoldi".

Prefazione

La bassa è allo stesso tempo un luogo fisico e un luogo della mente. La bassa è fatta di nebbia, anguille, folaghe e tanta malinconia; ma la bassa, essendo «in basso», è soprattutto quel posto dove rotolano i peggiori personaggi, perché la crema resta in alto, e in fondo ci finisce lo scarto.
Bisogna aggiungere, per precisione, che i peggiori personaggi della bassa non sono mai negativi fino in fondo, mai cattivi del tutto, è un po’ il luogo delle favole dove ognuno ha un ruolo da recitare suo malgrado. Questa è la bassa, anche se sta cambiando.

Io abito qui, come Caterina, e per noi che in questi luoghi siamo nati e cresciuti, e li sappiamo vivere, la bassa è il terreno più fertile dove scovare storie da raccontare. «Le ciccione lo fanno meglio» è uno spaccato di questo mondo, visto dagli occhi di una ragazza, decisamente sovrappeso, con una famiglia strampalata, che decide di vivere fino in fondo questa «bassa» che la circonda, fisica e mentale.

Corrado Peli

Intervista


Caterina, tutto è cominciato da grassaebella.splinder.com, il tuo seguitissimo blog, di cui parlò anche qualche magazine. Insomma, ti senti più blogstar o scrittrice?

«Sono una scrittrice. Anche se tra un po' vado in un programma in fascia protetta Rai, prima e dopo una soap, e vorrei partecipare all'Isola dei Famosi (per dimagrire ovvio), quindi mi sa che mi sto comportando da blogstar».

Sei il tipo che dovrebbe scrivere su Vogue, su Cosmopolitan... E invece scrivi cronaca nera in un giornale di provincia. Crozza direbbe: «non capisco la relazione».


«Neanche io l'ho mai capita».

A proposito di giornalismo, i tuoi (nostri) colleghi sono una categoria da raccontare. C'è quello bravo che non guadagna e quello che si crede un pulitzer incompreso. C'è trippa per un nuovo romanzo...


«E' in effetti il tema del mio prossimo libro. La cronaca locale, con tutto il bestiario delle piccole redazioni... ma non solo di quelle».

La tua città (Medicina) fu fondata da Federico Barbarossa, che i villici guarirono dalle febbri malariche con un brodo di serpe. Pensi che dopo aver letto il tuo libro, i tuoi concittadini vorranno mettere in pentola anche te?

«Diciamo che c'è qualcuno, e non un essere metafisico, ma qualcuno con tanto di nome e cognome che potrebbe essere tentato. Con me a Medicina si potrebbe mangiare dalla Festa della cipolla (la mia preferita) a capodanno. Cambierebbero solo i contorni... se proprio devono, vorrei essere servita con un contorno di Cipolla di Medicina Igp... così avrei la certezza di lasciare un segno indelebile».

Ambienti il tuo libro nella Bassa, la pianura fra Bologna, Ferrara e la Romagna. La Bassa è un luogo geografico o un luogo della mente?

«La Bassa è un luogo dell'anima. Puoi vivere sull'Everest ma se hai la Bassa nel cuore sarai sempre un uomo e una donna della Bassa. La Bassa è un richiamo. Prima o poi chi è nato nelle terre di pianura tornerà a quelle. Jack London parlava di richiamo della foresta, io di quello della palude».

La Bassa può diventare anche una prigione?

«Tutti i luoghi possono diventare prigioni. Dipende da come li si vive. Gli ampi orizzonti possono restringersi a un tratto e non fati vedere oltre. Le grandi città possono diventare paesini pieni di comari. Ci si può sentire soli nella folla (anzi è la norma) e pieni del mondo in un eremo sperduto. Così, anche in un luogo dove ci sono solo campi, canne al vento, ciminiere solitarie e alberi scheletrici persi nel nulla ci si può sentire imprigionati. Ma, allo stesso tempo, la Bassa permette di sviluppare il surreale, il miglior modo (cito Fellini) di cogliere il reale».

E' vero che la nebbia è in via d'estinzione?

«Fino a che ci sarà la Bassa ci sarà la nebbia. E' imprescindibile. Il problema è che gli uomini non sanno più vedere la nebbia».

Metti in ordine di preferenza queste quattro portate: frigione, anguilla in umido, rane fritte, pesce-gatto alla griglia.
«”Frigione”, sempre e comunque. Il piatto che dimostra l'esistenza di un dio (un po' flatulente). Poi pesce gatto alla griglia (insuperabile il gioco di lingua e lische per arrivare alla ciccia), anguilla in umido (chi non la ama non ama la Bassa) e rane fritte (troppo antropomorfe... alla fine sono una donna sensibile)».

Un tuo concittadino è diventato architetto delle star negli States, Anna Oxa ha vissuto a Medicina, ora tu diventerai famosa... sarà anche bassa e nebbiosa, ma c'è qualcosa nell'aria. O sono solo coincidenze?

«E' la nebbia che sviluppa i sensi. Quando vivi circondato dalla nebbia riconosci al volo la luce e sai come raggiungerla (ma con questo non credo diventerò famosa). Comunque vanno ricordati anche Ansaldo Poggi, liutaio internazionale, e Vannini, autore di canti gregoriani. Alle elementari ci dicevano che ai tempi era famoso come Pupo. Mica pizza e fichi, o meglio: mica “frigione” e anguille».


librocaterina
postato da: corradopeli alle ore 06/04/2008 09:02 | link | commenti (1)
categorie: bologna, bassa, cosmopolitan, ciccione, cavina