Quello che leggete sotto è il post scritto sul suo blog dal mio
esimio socio in affari e nonché caro amico. L'ho preso, copiato e incollato, perché lo condivido in pieno.
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E' il 25 aprile. I fascisti tinti di verde sono andati al potere, ma fa nulla. E' sempre il 25 aprile. Non ce l'hanno portato via mai, nemmeno nel 1994, nemmeno nel 2001.
E non facciamocelo portare via da Beppe Grillo. Il suo "Vaffanculo Day "poteva farlo un'altro giorno. Poteva scegliere San Valentino, o la festa delle Forze armate. No, ha scelto il 25 aprile.
Per dire cosa? Ce l'ha con i giornalisti, con i giornali, con l'informazione. Come l'editore Berlusconi.
Sono un giornalista onesto, free-lance, che cerca di fare le cose con la massima onestà possibile, uno che investe e rischia ogni giorno. Sono uno che ha nel suo essere giornalista professionista una piccola tutela, perché me la devo vedere da solo in un mercato di comunicatori senza rete, gente che scrive cose non vere, improvvisati, furbi, che spesso mescolano torbide zuppette. Lo sa Grillo quanti senza regole, senza scrupoli, ci sono pronti a mettersi al servizio degli editori, alla faccia di quei tanti precari giovani giornalisti (spesso «cagacazzo») di oggi?
Lo sa Grillo come sarebbero contenti gli editori di sbarazzarsi dell'Ordine dei giornalisti? Lo sa che mettere i free-lance e le piccole strutture di giornalisti (agenzie, giornali locali ecc..) sul mercato senza un qualcosa che ne "certifichi" la professionalità (i grandi si certificano da soli con la loro potenza), significa farli sbranare secondo logiche di massimo ribasso, a scapito della qualità dell'informazione? Porca miseria: mettiamo i marchi Dop, Igp ai prodotti alimentari per certificare un percorso preciso di lavorazione, culturale ecc... e vogliamo togliere il “disciplinare" dei giornalisti?
Io faccio il possibile, perché mi piace il mio lavoro e ci credo, ho lasciato un posto fisso per farlo.
Magari non sempre ci riesco a fare le cose bene. Magari mi faccio pagare poco (passando per uno che vale meno di altri). Ma sono uno che studia, si aggiorna, che fa anche uffici stampa cercando di guidare i propri committenti nel dare informazioni corrette, pensando sempre a chi le leggerà.
Sono uno che crede al codice deontologico (quello che vuole abolire Grillo) che fissa i dirirtti e i doveri per una corretta informazione, che assume la Carta di Treviso per i diritti dell'infanzia come propria. E chi non li rispetta deve essere sanzionato, magari sospeso, magari radiato dall'Ordine, anche se legge un Tg. Se l'Ordine non funziona bene va riformato, va aggiustato, non abolito. Se ci sono giornali e giornalisti scandalosi e scandalistici è male (ma ricordate sempre Voltaire), ma che facciamo, buttiamo via tutto? E gli altri, quelli che ogni giorno fanno il loro mestiere onestamente?
L'Ordine dei giornalisti esiste perché c'è una deontologia da far rispettare, c'è una professione delicata da tutelare, ci sono editori e committenti ignoranti, spesso arroganti, sovente cattivi e stronzi da tenere a bada.
Abolire l'Ordine significa indebolire il sindacato (unitario, anch'esso da migliorare, certo) e dare agli editori il potere assoluto sull'informazione. Ci ha pensato Grillo?
Sono fra quelli che vorrebbero, al contrario dell'abolizione, un giro di vite radicale nell'Ordine, che ha le maglie troppo larghe. Chi scrive per vivere, esercitando in via esclusiva, venga dentro, con anche verifiche periodiche. Chi non scrive per vivere, perché fa altro, fuori. Esame di stato e praticantato in redazione per tutti, anche per chi farà uffici stampa. E i free-lance abbiano le stesse tutele e gli stessi diritti di chi è assunto. Chi lavora nel privato sia come chi lavora nel pubblico. Così ci saranno meno schiavi, pronti a chinare il capo per quanche euro in più.
E i tanti Soloni iscritti all'Albo per caso o per vezzo (salvo poi dare ragione a Grillo) siano coerenti e si dimettano, così cominciamo a contarci.
E i contributi pubblici? Da riformare, o anche da ridurre all'essenziale se volete, perchè certo vengono usati anche da testate di grandi partiti che potrebbero far diversamente (forse). Ma quei soldi sono lì per autare (anche) le testate fatte da cooperative di giornalisti. Cioè di giornalisti che cercano di smarcarsi dallo strapotere finanziario per farsi un giornale più autonomo. Magari non piace a Grillo, ma è un aiuto al plurarismo dell'informazione. E' qualcosa che rende l'Italia migliore di altri Paesi. Lo sa Grillo che la pubblicità è in mano a pochi (sempre gli stessi) e per i piccoli giornali sarebbe la morte? Alla faccia della libertà di informazione. Siamo il Paese che tollera di sostenere con aiuti di Stato una compagnia aerea fallimentare, che brucia un milione al giorno, e vuole tagliare un sostegno alla stampa libera.
Abolire è un modo idiota di risolvere le cose. Riformare è un modo intelligente. Se togli tutti i denti dolenti invece di curarli non mangi più. Se una gamba fa male si va dal dottore, non si prende una sega circolare.
Ma lui parla e non si sporca le mani. Perché non si è candidato? Dice che fa il comico e non il politico.
Grillo mi piace (moltissimo) quando fa il comico, quando ci prende tutti per il culo, quando spara a zero. Mi fa paura quando va in piazza a mobilitare la protesta, la massa, e assume iniziative politiche sostenendole non coi contenuti e le proposte, ma con il qualunquismo e la distruzione.
Non è perché dice cose che mi danneggiano (è suo diritto, come lo è il mio di replicare).
Mi fa paura perché di gente così (a proposito del 25 aprile) ne abbiamo avuti abbastanza, e nessuno ci ha portato bene.
E' il 25 aprile e io festeggio la Liberazione, quella vera.
Vaffanculo a te, Beppe populista.