Chi sono

Utente: corradopeli
Sono nato nel 1974 e risiedo a Medicina, città che i bolognesi attraversano mentre si dirigono verso il mare. Tra la via Emilia e la San Vitale. Tra la pianura e la collina. Tra la nebbia e gli ombrelloni. Tra due secoli. Mi colloco così. Sono giornalista e collaboro con diverse testate. ''La mia coscienza è la traccia 7 dell’ultimo album dei sigur ros" è il mio primo romanzo.

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lunedì, 24 marzo 2008

Cara Caterina...

Proprio questa settimana, il 1° aprile, esce il libro di una mia cara amica, nonché conpaesana, Caterina Cavina. Viene pubblicato nientemeno che da Baldini e Castoldi e si intitola "Le ciccione lo fanno meglio". Il libro provocherà qualche scompenso nella nostra piccola cittadina, e io non aspetto altro che vedere le reazioni.
L'unica cosa che voglio raccontare, collegandomi al post scritto da lei il 21 marzo sul suo blog, è il mio primo (e ultimo) incontro con Vando.
Vando viene benissimo descritto dalla Cate nelle sue pagine e nel post in questione. circa quindici anni fa (ebbene sì, quasi 15) uscii con alcuni miei amici per andare verso Bologna, tra loro si era insinuato, in maniera subdola, il Vando, che insegnava loro assurde mosse ninja da utilizzare durante la rievocazione storica del Barbarossa. Vando era come una bottiglia di champagne gassatissima ma di scarsa qualità.
Insomma, circondato da ragazzi di almeno dieci anni meno di lui, il Vando dominava la pista da ballo del Made in Bo in preda alla sindrome di Tony Manero. Ad un certo attirò la nostra attenzione con urlò poi fece una piroetta alla Michael Jackson di Thriller, dopodiché lanciò in alto la sigaretta accesa, altra piroetta e la riprese in mano al volo.
Inutile raccontare che l’afferrò dal lato della brace, con nonchlanche la getto al volo e la spense con disgusto non appena toccò terra.
Per me fu sufficiente.
postato da: corradopeli alle ore 24/03/2008 11:09 | link | commenti (3)
categorie: bologna, caterina, cavina, made in bo
giovedì, 20 marzo 2008

Mi adeguo al contesto

A metà gennaio di anno fa mi aggiravo sui viali di Bologna in preda ad astinenza da aperitivo, allora mi buttai verso il centro della città.
“Stai entrando nella zona a traffico limitato, ti beccano le telecamere”. Mi disse il mio amico.
“Figurati – risposi -, la domenica è tutto spento”. Risposi, perché io, l’ho già detto un’altra volta, sono uno di quelli convinti che le sfighe capitino sempre agli altri.
Allora entrai nella zona a traffico limitato, poi fuori, un altro giro dei viali e ancora dentro da un’altra porta.
Morale, a marzo mi arrivarono due multe da 80 euro l’una prese di domenica nell’arco di 15 minuti.
Ma è qui che comincia il bello.
Fai ricorso al giudice di pace, disse un mio collega, ti dà una mano una mia amica che fa l’avvocato.
Ecco allora che presentai un ricco dossier di 15 pagine dove la giustificazione era pressappoco la seguente:  sono un povero imbecille non in grado di capire i segnali stradali.
Da quel momento ad oggi sono passati 15 mesi, ieri mi sono presentato all’udienza dove il giudice ha constatato che non sono un imbecille, consolante, per cui pagherò tutte e due le multe, senza maggiorazioni e non subito, chiaramente, perché serve la sentenza definitiva che arriverà tra qualche mese.
E’ proprio l’Italia, dico io, se per pagare 80 euro si slitta di 2 anni è giusto che per giudicare un omicidio ne servano almeno 10.
postato da: corradopeli alle ore 20/03/2008 17:58 | link | commenti
categorie: bologna, multe, omicidi
martedì, 18 marzo 2008

Spaesato, come Tricarico.

Tricarico. Bella la canzone, ma lui è proprio così o è un furbo finto spaesato alternativo?
Chissà...

Io sono spaesato come Tricarico, perché Turigliatto si presenta a Porta a Porta, e appena inizia la trasmissione dice che se ne va perché nello stessa trasmissione è presente anche Roberto Fiore?
1) Turigliatto sapeva che c'era Fiore
2) Turigliatto è stato zitto ed ha aspettato l'inizio della trasmissione per fare il colpo da teatro.

Ancora una volta mi trovo a difendere l'indifendibile. Dopo Ratzinger devo porgere solidarietà a Bruno Vespa.

Sono disorientato.
postato da: corradopeli alle ore 18/03/2008 21:14 | link | commenti (1)
categorie: vespa, turigliatto, tricarico
domenica, 16 marzo 2008

Settimana faticosa

Settimana strana, quella appena terminata, ho concluso un corso di degustazione sul miele organizzato da slow food che si è rivelato molto più interessante di quello potevo pensare. Ho scoperto il miele di corbezzolo, amaro come un campari, e il miele di tarassaco, o meglio, piscialetto. Bello.

Giovedì, invece, ho portato a cena un giornalista austriaco che gira il mondo testando campi da golf, che poi andrà a recensire sulla sua rivista austro tedesca. Era forse più giovane i me. Mentre ero a cena e cercavo di intrattenerlo con il mio inglese scolastico e maccheronico, mi sono chiesto perché mai ho giocato a calcio.
postato da: corradopeli alle ore 16/03/2008 09:29 | link | commenti
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lunedì, 10 marzo 2008

Come al solito penso in fuorigioco

L'altro giorno vedo un servizio del telegiornale che tratta uno dei temi chiave di oggi: il caroprezzi, collegato, mamma mia, allo spauracchio dell'inquinamento global del nostro pianeta.  In sintesi, il santone di turno, dotato di barba d'ordinanza e giacca in tweed, ci suggerisce di fare la spesa a chilomtro zero, ovvero, comprare cose prodotte vicino a noi, e quindi di stagione. I prezzi saranno più bassi e questi prodotti non dovranno essere importati da chissà dove, causando inquinamento. Vado a letto e mi convinco che la prossima volta che vado a far spesa prendero ortaggi e frutta a chilometro zero. Sabato mi presento in Coop, sono nel settore ortaggi, una rete di fagiolini verdi mi sussurra che non aspetta altro che farsi bollire e condire con un filo d'olio e sale. Li prendo, arrivo a casa e apro la rete per cominciare a pulirli, l'occhi mi cade sull'etichetta: importati dal Burkina Faso.

postato da: corradopeli alle ore 10/03/2008 19:31 | link | commenti (4)
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venerdì, 07 marzo 2008

Le 10 cose che ho fatto e che, nonostante tutto, potrei rifare.

1. Gita in Vespa con un amico fino al monastero di La Verna, in provincia di Arezzo, non una grande impresa, direte voi, però va calcolato che eravamo senza patente, senza specchietti retrovisori e senza l’indicatore della benzina, e infatti rimanemmo a piedi. Senza parlare del fatto che dormimmo nel monastero francescano, di fianco al letto avevo l’inginocchiatoio, però che silenzio quella notte.

2. Rubare i pesci nei laghetti di Bubano, eravamo nel laghetto della pesca in vivo, con gli amici Panta e Sasso. I pesci andavano rigettati in acqua, ma pescavamo delle tali sberle che ad un certo punto decidemmo di archiviare nel bagagliaio i 6 esemplari migliori. La nostra truffa non passò inosservata, il padrone ci costrinse a pesare il pescato e ce lo fece pagare fino all’ultimo grammo. A gioire furono soltanto i miei gatti.

3. Presenziare ad una puntata di “Mama non m’ama”, ero a Riccione, lo giravano in spiaggia, avevano bisogno di pubblico e allora eccomi lì.

4. La foto con Volpini del grande fratello, lo incontrai in un paesino della Spagna, Mojacar.

5. Correre per il paese con due pietre in mano, tutti i paesi del mondo hanno un palio, il mio no, per cui si inventarono una staffetta assurda lungo le strade del paese, correre con le carriole, correre liberi e correre con due mattoni in mano. Io decisi di correre con i mattoni in mano, da tenere stretti e rivolti verso il basso, a fine corsa chiesi in lacrime che mi fossero amputati gli arti superiori.

6. Piercing all’ombelico, che chiaramente non ho più, frutto di una scommessa ardita, me lo fece un veterinario fuori corso all’università di Bologna che arrotondava forando ombelichi e capezzoli.

7. In curva del Verona con Weggy. Weggy è un caro amico con strane pulsioni mentali, tifa spasmodicamente per l’Inter, io no. Mi convinse ad andare a vedere Bologna – Verona, partita di serie B, nella curva del Verona, in quanti gli ultras del Verona era gemellati con quelli dell’Inter. Fin qui poco male, se non che per mimetizzarmi mi diede una sciarpa dell’Inter, quando i Carabinieri mi perquisirono mi sequestrarono la sciarpa perché c’era una croce celtica, giuro che non lo sapevo, mi sarei seppellito.

8. Capodanno al cellophane di Rimini, vestito con calzamaglia, sporta del rusco e pianta d’edera attorno al collo.

9. Attraversare da solo, vestito da turista della domenica, con zainetto e macchina fotografica, il quartiere nero di Brixton a Londra. Avevo perso gli amici nel trambusto della metropolitana all’ora di punta. Non successe nulla, soltanto la sensazione di essere osservato.

10. Mezza giornata fuori dagli studi di Non è la Rai, a Roma, sempre a causa di Weggy, innamorato di una certa Luna.
postato da: corradopeli alle ore 07/03/2008 19:15 | link | commenti (3)
categorie: 10 cose
mercoledì, 05 marzo 2008

Perché Sanremo è Sanremo?

La vecchiaia, una leggera influenza e la mia cronica indolenza nei riguardi della vita mondana ha fatto sì che la scorsa settimana sia incappato, in alcune serate, davanti al festival di San Remo. Dopo aver letto le pagelle del mio amico vitasmeralda.splinder.com, non posso non dare le mie votazioni.

Pippo Baudo 6: come Franco Baresi, non gli si può mai dare l’insufficienza

Chiambretti 6,5: lo metti nel palco paludoso del festival e fa il suo dovere, lo metti nel frizzante markette e funziona. Dove lo metti sta e se la cava.

Giò di Tonno e Lola Ponce 0: mi consola il fatto che verranno presto dimenticati

Tatangelo 1: tutto il peggio del festival riassunto in una sola protagonista

Tiromancino 5,5: melodia accattivante come sempre, testo colloso.

Frankie Hi Nrg 4: il voto va al gesto, andare a San Remo a sparlare del sistema è come andare a cena da Vissani e lamentarsi del conto salato. Non vergognarti, sii onesto e confessa che devi vendere altrimenti non mangi.

Cutugno s.v.: ho cambiato subito canale

Gazzè 8: la frase “Chiuderò la curva dell’arcobaleno per immaginarlo come la tua corona, e con la riga dell’orizzonte in cielo ci farò un bracciale di regina…” basta per un 8 in pagella

Finley 2: sopprimeteli prima che facciano altri proseliti

Jovanotti 8: soprattutto per l’amico che ha portato con sè, Ben Harper

Il pianista cinese 2: ci mancavano i gormiti

Grignani 1: mentre attendiamo che azzecchi una canzone originale trasmettiamo musica d’intrattenimento

Il Festival di San Remo 2: mano mano che gli anziani muoiono gli ascolti diminuiscono. Non conosco nessuno, sotto i 30 anni, che la sera si metta a guardare il festival. Sono favorevole all’eutanasia.
postato da: corradopeli alle ore 05/03/2008 14:16 | link | commenti (2)
categorie: musica, sanremo, tiromancino, gazzè, baudo
domenica, 02 marzo 2008

Vogliamo riformare labbanda

Come ho detto più volte, ho bruciato le bacchette della batteria 4 anni fa perché non avevo legna per potermi arrostire una gavetta di salsiccia. Da quel momento io, e tutti quelli che mi circondavano, ci siamo regolarmente ritrovati in osteria a riprometterci che la prossima volta che saremmo ritrovati avremmo riformato la band.
La prossima volta diventava sempre la prossima volta. E ancora la prossima volta.
Si invecchia, cambiano le priorità, il lavoro ti soffoca, la famiglia preme, la stanchezza ti ancora al divano.
Domenica scorsa mi arriva la telefonata del chitarrista, tal Morrison da Crocetta, mi dice che la fantomatica prossima volta è finalmente arrivata.
Mercoledì alle 21 in osteria.
Sarebbero stati presenti: il mio elettricista e Cantante triko, il chitarrista sovrappeso Cerezo, lo stesso Morrison e Jack sevenbeuty, oltre, forse, ad una fugace apparizione di Jonni.
Io non ci sono andato, ho ribadito che per me la questione è chiusa, che sono rimasto indietro rispetto a loro, che sarei un peso per le loro melodia, che il mio poco tempo libero libero lo voglio dedicare a scrivere e che, ma questo non l’ho detto, che so già come va a finire, che la band avrebbe finito per passare le serate a mangiare pane e salame bevendo Sangiovese, e non avremmo mai avuto più di 5 canzoni.
Ieri chiamo Morrison per sapere come sono andate le cose.
Subisco a capo chino la mia dose di insulti per aver saltato. Bene.
Mi dice che ci sono grandi aspettative. Anche verso di me. Male.
Mi dice che Cerezo ha mangiato l’impossibile. Lo sapevo.
Mi dice che il genere che si andrà a suonare non è stato deciso. Lo immaginavo.
Mi dice che triko, il mio elettricista nonché attore di teatro, ha dato queste possibilità per cominciare a suonare: 3 serate ad aprile, poi nulla fino a ottobre perché è in tour con il teatro e poi, da ottobre in poi, si può contare su di lui.
Bene, ho risposto a Morrison, si comincia a lavorare sodo.
Ma il nome del gruppo, almeno, l’avete deciso?
postato da: corradopeli alle ore 02/03/2008 08:25 | link | commenti (1)
categorie: musica, band, batteria