- Universally speaking – Red hot chili peppers
- Black hole sun – Soundgarden
- Numb – U2
- The test – Chemical Brothers
- Heart shaped box – Nirvana
- Smack my bitch up – Prodigy
- Coffee and TV – Blur
- Bittersweet Simphony – The verve
- Do the evolution – Pearl Jam
In questi giorni vegeto, torno dal lavoro, mi metto qualcosa in bocca e mi addormento sul divano, ogni tanto alzo la palpebra e guardo la tv.
Mi sono ritrovato davanti a:
- La Tatangelo che canta una canzone sui gay scritta da Gigi D'Alessio e dedicata al suo truccatore.
Ho chiuso gli occhi e ho pensato si essere su una spiaggia tropicale a farmi massaggiare da 100 cubane in tanga.
- Il film 3 metri sopra il cielo.
Stavo per vomitare, ho preso una manata di magnesia.
- I Tiromancino e Frankie Hi nrg sul palco dell'Ariston.
Mi è scesa la tristezza e mi sono andato a lavare i piedi.
1. Seattle nella seconda metà degli anni ‘80
3. A Bologna sempre, forse non adesso
4. Nella Firenze del rinascimento
5. Londra/Manchester fine 70 primi anni 80
6. California negli anni ‘80
7. Capetown, adesso
8. Kabul negli anni 60
9. In un’isola tropicale, sempre
10. In un posto qualsiasi tra 100 anni
Csi, Ncis, Ris, Cold case, Criminal minds e altro ancora. Siamo sopraffatti da telefilm dove gli omicidi più efferati vengono risolti nel giro di 50 minuti, grazie al fatto che l’assassino si è soffiato incautamente il naso, e nonostante abbia bruciato il kleenex sporco a 21 chilometri di distanza, alcune sue particelle di dna hanno continuato a fluttuare nell’aria per giorni e sono state catturate dagli esperti del crimine, che erano lì per risolvere un altro caso.
Così facendo, l’italiano medio, ma non solo l’italiano medio, già di per sè sordido appassionato di intrighi, dalla mente contorta, il quale volutamente si complica la vita quando non c’è n’è bisogno, ecco che trova la sua ragione di vita, altro che prezzi dei pomodori in aumento. Se poi consideriamo che la vita non è un telefilm, e in verità le nostre tecnologiche forze dell’ordine non risolvono un emerito cazzo, ecco che allora andiamo in corto circuito, un loop continuo, anche perché avvocati, giornalisti (ahimè) e vari psicologi e criminologi della domenica approfittano della questione e non fanno altro che alimentare questa palude di congiure.
Voglio dire:
Delitto di Cogne: l’abbiamo risolto?
Delitto di Garlasco: l’abbiamo risolto?
Delitto di Perugia: l’abbiamo risolto?
Delitto di via Poma: l’abbiamo risolto?
...
Se pensiamo che anche la strage di Erba, dove due pseudo analfabeti hanno sgozzato quattro persone alla luce del sole, dopo aver minacciato per anni un intero quartiere, ecco, se pensiamo che anche in questo caso stiamo riuscendo a complicarci la vita, tanto che ieri i loro avvocati difensori hanno pubblicato l’identikit del veri assassini che andrebbero ricercati... alla fine di tutto ne convengo che entro il fine settimana ucciderò il mio assicuratore, poi con estrema cura verserò sangue mestruale di una gatta in amore sui pedali della mia bicicletta, metterò un po’ di fotografie di bambini in spiaggia nel computer di mio fratello, abbandonerò un reggiseno sui tavolini di un bar, scriverò un paio di pizzini e ruberò una mazzetta dal cantiere delle nuove scuole elementari.
Poi, una volta davanti al giudice, canterò a squarciagola Let it be.
Scusate l’italiano, ma è notte fonda e ho scritto correndo, ho i Ris alle calcagna.
postato da:
corradopeli alle ore 21/02/2008 09:43 |
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commenti (2)
categorie:
csi , delitti, erba, perugia, assassini, cold case, ris , criminal minds, poma, ncis, garlasco
Ho visto, in ritardo di alcuni anni, il film
Una storia vera, molto carino.
A parte la qualità del film, ho deciso che se un giorno andrò negli Stati Uniti, non sarà per visitare New York, oppure Miami, o ancora Hollywood e Las Vegas. No, io voglio andare nel cuore della vera America: Nebraska, Wisconsin... i paese delle immense praterie e dei campi di granturco, dove i paesi sono tranquilli, ci sono trattori in mezzo alla strada e tutti hanno le camicie a scacchi e cappellini della John Deere in testa.
1. Lavanda (sbriciolarsi il fiore in mano)
2. Pennarello indelebile
3. Benzina col piombo
4. Grigliata di castrato
5. Rosmarino
6. Un vecchio profumo Cacharel, chissà se lo fanno ancora
7. L’odore di un neonato
8. Gewurtztraminer (vino bianco molto fruttato)
9. L’asfalto dopo la pioggia estiva
10. L’incenso funebre usato dalla chiesa cattolica
1. Sanford and son
2. Lobo
3. Hazzard
4. Happy days
5. 8 sotto un tetto
6. Alice
7. I Jefferson
8. Twin peaks (fino al 3 episodio, o quasi, dopo diventa una truffa)
9. Visitors
10. Lost (fino al 5 episodio, o quasi, dopo diventa una truffa)
In casa ho diversi quadri, come più o meno tutti voi. Sono ricordi portati a casa da viaggi lontani, oppure dipinti di amici artisti, o ancora una collezione di opere pop art ereditate dal padre caduto in crisi mistica, che adesso compra soltanto madonne e statue e ti ha regalato quello che aveva preso da giovane.
Se però entri in casa mia per prima cosa ti imbatti in una splendida fotografia dei Joy Division, presa fuori dei loro studi discografico. E' in bianco e nero, ovvio, il cielo è plumbleo, nessuno sorride.
Ieri sera ho visto Control, il film di Corbjin che ripercorre la breve vita di Ian Curtis, il film è bello, bello veramente, seppure ci abbia capito il giusto essendo in inglese. E' in bianco e nero, ovvio, e il finale, nonostante sia già scritto, è comunque da lacrime.
Un ricordo doveroso per il più giovane e più talentuoso tra quelli che se ne sono andati troppo presto.
Copio e incollo senza ripensamenti l'appello che sta girando (non si tratta di reni da trapiantare o catene di santantonio):
Esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale amministrazione israeliana, possono tranquillamente, diremmo perfino banalmente!, coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.
Come sempre l'ignoranza tende a chiudere la bocca a chi non la pensa come te, e sempre più spesso, a mio malincuore, questa ignoranza non è più prerogativa soltanto di una parte politica.