Rispetto alla classifica precedente voglio precisare che non ho dimenticato La vita è bella, semplicemente lo considero un film a parte.
1. Marrakech express (quante volte l’avrò visto...)
2. Quei bravi ragazzi (ogni volta che lo vedo mi prende la sindrome di Stoccolma, desidero diventare un gangster)
3. Donnie Brasco (“che te lo dico a fare”)
4. Carlito’s way
5. Big Fish (il cinema come lo intendo io)
6. I soliti sospetti
7. Fight club
8. Donnie Darko (non l’ho ancora capito bene)
9. Trainspotting (basta la colonna sonora)
10. E morì con felafel in mano
1. Le tagliatelle al ragù alla festa dell’unità della mia città
2. Il friggione dello stand Acli della mia città
3. Guinness (spillata a dovere, magari proprio in Irlanda)
4. Sarde alla griglia
5. Spiedini di gamberi
6. Maccheroni (con tutti i condimenti, non importa)
7. Pesciolini fritti
8. La pizza del mio amico Monti
9. Souvlaki (solo se mangiati in Grecia, qui perdono senso)
10. Vino (di qualsiasi colore, nazione e vitigno) purché non sia del genere cartonato o fatto in bustina.
Interrompo, per qualche giorno, il gioco delle 10 cose, che riprenderò presto a pieno regime, per fare alcune considerazioni.
Ogni anno, a Natale, decido di investire qualche soldo nel mio futuro. Non mi intendo di borsa, non ho abbastanza soldi per dedicarmi al mattone, mi piacerebbe l'arte ma è un mondo in mano a poche persone che decidono il mercato secondo le loro comodità.
Così, mi vedo costretto a scegliere strade alternative. Lo scorso anno ho deciso di adottare un bambino a distanza, mi sono rivolto, allora, ad un'associazione benefica e ho chiesto che mi venisse assegnato un bambino da mantenere. Non feci alcuna richiesta, non il sesso, non la nazionalità, non l'età. La sorte mi assegnò tale Deivi Alejandro Blanco Torres, maschietto di due anni, dalle grandi orecchie e con la faccia da malvivente, venezuelano della zona di Maracaibo. Certo, pensai, un brasiliano sarebbe stato un investimento migliore, pensando al calcio, però un venezuelano può sempre avere una felice carriera come narcotrafficante, e allora, se le mie cose andassero in disgrazia, ecco che a Maracaibo sbarcherebbe il babbo italiano a digere il traffico.
Quest'anno ho nuovamente scelto la strada dell'adozione, quella di una pianta di vite di una specie autoctona in via d'estinzione. Ho adottato questa pianticella di Arbusco, che un domani, assieme alle sue amiche pianticelle anch'esse adottate, riuscirà a crescere nei pressi di Certaldo, in Toscana, e darà vita ad una ricca produzione di circa 4.000 bottiglie a stagione. Al papà, ovvero io, spetteranno ogni anno 3 bottiglie. Chissà che non diventi il nuovo Barolo.
Io sì che penso al mio futuro.
1. Calzettini verdi Best Company (l’unica cosa da paninaro che potevo permettermi da piccolo)
2. Il mio indimenticabile giubbotto di pelle marrone cammello (di proprietà del padre del mio amico Panta lo barattai con un giubbotto nero che avevo preso in piazzola a Bologna)
3. Scarpa Palladium (la comprai con i miei risparmi, il cane me le dilaniò la prima sera, io le continuai ad usare facendo finta di nulla)
4. Camicia stile indiano (ho avuto anch’io, ahimè, un periodo da figlio dei fiori)
5. Montgomery verde (in quegli anni andava di moda attaccare dietro ai bomber le spugne con le marche delle birre, io ero alternativo, attaccai la spugna della Carlsberg dietro ad un elegantissimo montgomery)
6. All star basse color verde pisello
7. Salopette di jeans (non ricordo la marca, ma l’ho usata fino a renderla inutilizzabile)
8. Scarpa reebok ereditata da mio cugino (mi era più grande di 2 numeri ma mi faceva veramente americano)
9. Maglietta iper aderente Imperial town (erano i tempi del Living disco la domenica pomeriggio)
10. Una cuffia di lana comprata da una vecchia signora alle isole Aran in Irlanda, la conservo ancora.
Il giochino delle 10 cose che porteresti su un’isola deserta, oppure che vorresti eliminare, o ancora che sogni e desideri ardentemente, è uno dei rompicapo in cui tutti siamo, prima o poi, incappati.
Del Piero ha scritto (scritto????) un libro intero usando questa scusa.
Da oggi comincio una serie di queste classifiche, cercando di sforzarmi al meglio. Comincio con il peggio della televisione.
Undici (perché dieci non bastavano) cose che vanno bandite dalla televisione
1. Maria de Filippi (e la sua pletora di bambocci)
2. Maurizio Costanzo (anche se ultimamente lo si vede meno)
3. Barbara Palombelli
4. Buona Domenica (il sunto del peggio che si possa trovare in televisione)
5. Grande Fratello (buona la prima, decente la seconda, sopportabile la terza, adesso basta)
6. La frase “una tragedia che si poteva evitare”
7. La frase “è l’estate più calda del secolo”
8. La Teleditta (Pino Insegno mi provoca l’orticaria)
9. Vincenzo Mollica (come fai a essere un critico se non critichi mai nessuno?)
10. I servizi strappalacrime di Studio Aperto
11. Lucignolo (semplicemente irritante)
Ieri, dopo un'assenza di quasi due mesi, sono rientrato in radio. Il solito programma: "Feccia & Gusto, solo musica tarocca", sulle solite frequenze di Radio città Fujiko, 103.1, non cercatela, a meno che non stiate all'interno della tangenziale di Bologna e il vento vi sia favorevole. Se in più aggiungiamo che andiamo in onda dalle 22.30 alle 23.30 del venerdì sera, e che a precederci ci sono una manica di pederasti attempati convinti di starsene ancora all'università, allora ne desumo che coloro che ci ascoltano si possano contare sulle dita di una (una!) mano. Come sempre, ad attendermi all'ingresso, un odore nauseante di soffritto rancido proveniente dalle cucine (???) del centro sociale Vag 21, uno quei centri sociali dove ancora si attende l'avennto del nuovo Lenin. Salgo le scale, mi aggiro tra corridoi dove nessuno si preoccupa di ordinare, aggiustare o buttare qualsiasi tipo di cosa.
"Corso di italiano per migranti".
"Cofferati alla gogna".
Ci sono tutte le copie del Manifesto risalenti agli anni di piombo, ma sono tenute sotto chiave.
Entro nello studio, la cappa di fumo si potrebbe tagliare con un coltello, mancano 5 minuti alla fine del programma, faccio in tempo ad afferrare un microfono e dire che, secondo me, "Feccia e gusto, solo musica tarocca", è un programma che fa schifo.
http://www.myspace.com/fecciaegusto
Sono stato a vederli a Bologna, alcune sere fa. Non era la prima volta, eppure, in mezzo a quel branco di studenti più o meno fuori sede, e più o meno fuori corso, mi sono sentito un po' oltre con l'età. Eppure ho ballato, quasi in prima fila, fino alla fine del concerto.
Sono un ridicolo, vecchio supergiovane. Mia figlia avrà modo di compatirmi.