ORE 22.39
Alle ventidue e trentanove otto agenti in divisa fecero irruzione nel locale. La scena che si presentava era questa.
Sette camerieri elegantemente vestiti stavano pestando una specie di barbone nell’angolo della sala, il poveretto nonostante i colpi che gli arrivavano da tutte le parti continuava a tenere salda in bocca la sua sigaretta.
Nove tipi strani con in testa dei cappelli da alpini plurimedagliati si stavano accanendo con indicibile cattiveria sul corpo di un gigante che se ne stava esanime in terra.
Dodici persone vestite elegantemente in giallo twingo stavano dilaniando di botte uno di loro. Lo percuotevano con tutto, sax, tastiera yamaha sx30, spazzole da jazz, il trombettista stava addirittura tentando di infilare l’ancia del suo strumento nell’orecchio destro e con la sordina gli percuoteva il menisco sinistro.
Un corpo apparentemente senza vita giaceva ai piedi della batteria, a prima vista sembrava proprio che gli mancasse il naso.
Ventitré assatanati stavano esplorando a fondo il corpo di una donna che cercava di divincolarsi con tutte le sue forze. Aveva uno strano vestito in tinta con quelli del complesso.
Una coppia si baciava appassionatamente a centro sala.
Uno strano tizio stava uscendo dal cesso con il naso infilato in una pallina da tennis.
OGGI
GIACOMO PEDRETTI:
Giacomo Pedretti e Marilena Facchini si sono definitivamente mollati, di comune accordo, nessuno dei due ha sofferto più di tanto. Lei s’è sposata con Ilie Notariescu, gestore di una rete di laghetti a pagamento nei carpazi. Lei si occupa dell’allevamento di lombrichi e camole.
Il nostro Giacomo Pedretti invece è entrato nel businnes. Dalla porta principale. Si è messo con Andrea Venturoli a gestire il Circolo TENNIS VITA di Villanova, confeziona trenta palline farcite al giorno, fa soldi a palate. Due volte l’anno organizza pure il torneo sociale dei clienti di fiducia.
Dovreste vedere che premi che girano.
FRANCO NARDELLI:
Franco Nardelli s’è quasi realizzato. Tutte le domeniche pomeriggio lavora al Linus di via Bottrigara. Clientela di quindicenni, ma va bene così, a quindici anni ci si pesta pure per una gomma americana alla fragola. In tre mesi d’attività ha steso ventisette adolescenti e tredici genitori. Un ragazzo di Ferrara è tuttora ricoverato in ospedale, crede di essere Luciano Rispoli e pretende di spostare Tappeto volante in prima serata.
Il muflone Nardelli è felice, ma spera sempre in un ulteriore salto di qualità.
MAX CERRONE:
C’è riuscito anche lui, ora suona nei Guerra fredda nucleare, un gruppo all’avanguardia, fondano melodie delle steppe sovietiche col noise della grande mela.
Guadagna un decimo rispetto a prima, ma non importa, ora può dar sfogo a tutta la sua vena creativa.
TOMMY BUSCAROLI:
Il detective s’è trovato un giorno in cima alle torre Garisenda, bastava un passo in avanti e sarebbe finita. Ha scelto di vivere e ora sta raddrizzando la sua penosa esistenza. Per adesso si occupa di fare le promozioni all’interno dei supermercati, l’altro giorno all’ipercoop di Borgo pubblicizzava il Salfungo, salame ungherese con in mezzo pezzi di prataiolo. Non è stato un gran successo, ma il detective sta puntando a qualcosa di meglio, tra due mesi si libera il posto di capo dei servizi antitaccheggio, e lui vuole arrivare lì. Lui vuole tornare all’azione.
GIANNI & LIVIANA THE SOUND OF RIVIERA:
Il gruppo va gonfie vele. Hanno una nuova divisa color cipolla di tropea ed hanno notevolmente incrementato la scaletta con hit caraibiche, non se ne può fare a meno se vuoi sfondare in riviera. Gianni Papetti s’è fatto rifare il naso di tre misure più grandi, da vedere fa schifo, ma ora incamera un litro in più di aria e riesce a raggiungere tonalità altissime. Liviana Torri suona sempre con i pantaloni .
Randazzo qualche volta telefona a Max, gli racconta come va, ora è felice, il batterista dei Pooh gli ha firmato la pelle del rullante.
LA SIGNORA PARDELLI ED IL GEOMETRA CECCHI:
Sono felici. Lui continua ad uscire in maniera losca, ma lei s’è messa l’anima in pace, le piace pensarlo ubriaco con i suoi amici semi alpini in qualche trattoria della regione.
Il ristorante balera “Veliero d’oro” di Casalborsetti è sempre là, pieno di gente, placidamente addormentato sul lungomare adriatico. Se vi capita andateci. Ne vale la pena, fanno una paella valenciana con trionfo di astici che è niente male