Chi sono

Utente: corradopeli
Sono nato nel 1974 e risiedo a Medicina, città che i bolognesi attraversano mentre si dirigono verso il mare. Tra la via Emilia e la San Vitale. Tra la pianura e la collina. Tra la nebbia e gli ombrelloni. Tra due secoli. Mi colloco così. Sono giornalista e collaboro con diverse testate. ''La mia coscienza è la traccia 7 dell’ultimo album dei sigur ros" è il mio primo romanzo.

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mercoledì, 27 giugno 2007

Scene memorabili al cinema

CINEMA: LE SCENE MEMORABILI SECONDO IL SONDAGGIO DI "THE GUARDIAN", cliccandoci sopra le potete vedere: 

CINEMA 2: LE SCENE MEMORABILI SECONDO ME, in ordine sparso, NON cliccateci sopra, non vedrete nulla:

Scent of a woman: Al Pacino in aereo spiega al ragazzo le ragioni per cui vale la pena vivere

I soliti sospetti: la scena finale, mi accodo al responso del Guardian

Marrakech express: la partita nel deserto

E morì con un felafel in mano: perquisizione della polizia nella seconda casa

Il grande Lebowsky: interrogatorio al ragazzino

Donnie Brasco: spiegazione del "che te lo dico a fare"

Quei bravi ragazzi: Joe Pesci spara al ragazzo

Train de vie: incontro tra ebrei e zingari

L'allenatore nel pallone: campagna acquisti del presidente con Oronzo Canà

Il secondo tragico Fantozzi: in montagna con Calboni e la signorina Silvagni, ospiti della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare
postato da: corradopeli alle ore 27/06/2007 20:50 | link | commenti (2)
categorie: cinema, film, pacino, fantozzi, migliori scene, lebowsky
lunedì, 25 giugno 2007

Il senso della vita?

Ve lo dico io qual è il senso della vita. Ieri ho letto di un vecchio giapponese di 80 anni che si è buttato in una di quelle imprese senza senso che ormai tutti fanno, e che di conseguenza non hanno più nulla di speciale.

Bene, sto kamikaze ha deciso di attraversare tutto l'isola del sol levante in bicicletta (ripeto, a 80 anni suonati). A due ore dal traguardo, dopo diverse settimane di pedalate, un camion l'ha stirato lasciandolo morto sull'asfalto.

????????????????????????????????????

bici-strada-lunga1
postato da: corradopeli alle ore 25/06/2007 19:18 | link | commenti (3)
categorie: vita
mercoledì, 20 giugno 2007

Resto contrario alla pena di morte, ma...

Se è vero, come si dice, che Azuz (quello della strage di Erba) andrà all'isola dei famosi, allora mi auguro che lui, la Ventura e tutti quelli che seguiranno quel programma vadano ad annegarsi nelle acque dell'Honduras.

Attendo fiducioso una smentita.
postato da: corradopeli alle ore 20/06/2007 14:12 | link | commenti (3)
categorie: isola dei famosi
lunedì, 18 giugno 2007

Heineken? No grazie.

Abito vicino a Imola, non nascondo che ho imprecato parecchi quando ho saputo che l'heineken festival se ne andava da qui, un po' perché non ho più il fisico per trasferte da teenager, un po' perché il cast mi sembrava meglio del solito, killers, smashing pumpkinks, pearl jam, incubus... Per cui mi sono sentito un po' in colpa quando è successo il finimondo, saranno mica state le mie maledizioni? mi sono chiesto.

Invece, penso che la risposta sia una soltanto: anche gli dei che governano nuvole e venti ne hanno le palle piene di vasco rossi all'heineken!
postato da: corradopeli alle ore 18/06/2007 18:36 | link | commenti (3)
categorie: vasco, smashing pumpkins, heineken, incubus, pearl jam, imola
mercoledì, 13 giugno 2007

L'estate?

Mi trovo in un momento lavorativo intenso, come mi capita spesso, d'altronde ho scelto la strada meno tranquilla, dal precariato per scelta (altrui) al precariato per scelta (mia). In pratica, assieme ad un caro amico, ho aperto una società di giornalismo (comunicazione, eventi, siti...). Inutile dire che si lavora un sacco, ancor più inutile dire che i primi tempi (quindi questi) sono sono duri.

Poi ti trovi una sera in casa e vedi il film "Una splendida annata", e dopo, quasi non dormi.

Poi ti trovi ad una cena dove Sebastiano Zanolli (una specie di guru dell'organizzazione aziendale) ti racconta che i cinesi e gli indiani ci faranno il culo, che dobbiamo abituarci a vivere nell'incerto, che andremo sempre più verso l'ipercompetizione sfrenata, che se lo stesso Stato ti dice che è meglio non dare
i soldi della pensione a lui, allora stiamo belli freschi, e via dicendo, facendo un quadro del nostro futuro a tinte alquanto fosche.

Ha pure aggiunto che: "Bisognerebbe dire a quei ragazzi che manifestano in piazza contro i contratti atipici che i veri atipici non sono loro, bensì quelli che hanno il posto fisso. Il posto fisso sparirà".

Sapete qual è il brutto di tutto ciò?
E' che mi rendo conto che in questo mare incerto mi ci trovo proprio bene.

Almeno per ora.
postato da: corradopeli alle ore 13/06/2007 19:19 | link | commenti (2)
categorie: lavoro, fatica, atipico, precario
martedì, 12 giugno 2007

Ho avuto risposta

Ecco la risposta al mio dubbio, dalle parole dello stesso Corona, intervistato su Repubblica:

Il segreto di quella perfetta tintarella sfoggiata all'uscita dal carcere?. "Le due ore d’aria che avevo a disposizione le passavo a prendere il sole. Mi ero anche costruito uno specchio riflettente rudimentale unendo dei cartoncini e la carta stagnola. Ho lanciato una moda, tanti si sono messi a prendere il sole. Abbiamo battezzato il cortile Beach Club. E poi per non perdere tono muscolare, anche se sono dimagrito cinque chili, mi allenavo in camera con un bilanciere rudimentale, fatto con le bottiglie d’acqua".
postato da: corradopeli alle ore 12/06/2007 12:46 | link | commenti (1)
categorie: sole, corona
domenica, 10 giugno 2007

Un racconto salato

Lo schiaffo di mio padre mi raggiunse all’improvviso, un colpo secco, partito da una mano che ricordo ancora oggi come maledettamente ossuta, un manrovescio reso più doloroso dalla fede che portava inspiegabilmente all’anulare destro. Rimasi per qualche istante in preda allo smarrimento, il male non si era ancora fatto sentire, proprio non sapevo come reagire, poi la guancia improvvisamente sembrò prender fuoco e giustificò la mia esplosione in un pianto fragoroso. Un urlo a squarciagola con gli occhi chiusi, cui seguirono tre respiri affannosi, come un motore ingolfato, con la sagoma di mio padre che si allontanava oltre la soglia della camera. Lanciai ancora un urlo disperato, mentre appoggiavo la mano sulla guancia, che sembrava trafitta da decine di aghi, in quel momento vedevo tutto offuscato, avevo gli occhi immersi in un mare di lacrime, le trattenei a stento finché non strariparono sul mio volto, inondando le mie guance. Alcune andarono a bagnare la mia mano, altre scivolarono rapidamente sulla pelle imberbe per finire direttamente nella mia bocca spalancata, ancora intenta a gridare per il dolore.

Il sapore delle lacrime in bocca fu un’illuminazione.

Una sensazione intensa, mai provata prima, un gusto così salato, talmente forte e unico da bloccarmi le urla in gola, da distogliere l’attenzione dal male, da lasciare per qualche istante il vuoto nel mio cervello, smarrito davanti alla novità. Un sapore che svaniva in un istante. La mia lingua, allora, cominciò a pulire il viso come un tergiscristallo sul vetro dell’automobile, si spingeva fin dove poteva, sforzandosi per arrivare sempre più lontano, fino quasi a toccare il naso, cercando un altro po’ di lacrime da gustare come un bene prezioso. In seguito quel sapore divenne una ricompensa ai tanti schiaffi che ancora raggiunsero il mio volto.

Avevo festeggiato da poco i sette anni, pedalavo come un forsennato lungo una cavedagna che costeggiava un piccolo canale, povero d’acqua ma folto di erbacce, mentre una vigna mal curata mi proteggeva il lato sinistro. Con tutto il fiato che avevo e con la poca forza delle mie esili gambe spingevo sui pedali di una vecchia bicicletta da cross, ereditata da mio cugino, con una lunga sella che seminava brandelli di gomma piuma e diversi strati di vernice viola che nascondevano a fatica ampie chiazze di ruggine. Il sole di giugno picchiava forte, il cielo era tutto per lui, mamma aveva ficcato sulla mia testa un cappellino a visiera, elencandone a memoria tutte le virtù: così non ti viene un’insolazione, poi ti raccoglie il sudore e non ti va il sole direttamente negli occhi, che non fa bene.

Nonostante fossi magro al tal punto che le ossa sembravano voler evadere dal corpo, dalla mia tempia si staccò improvvisamente una piccola goccia di sudore. Non c’erano basette né barba ad ostacolarla, percorse senza intoppi la guancia, rossa per la fatica e per il caldo, e quando le ruote della bicicletta incontrarono l’ennesima buca disseminata in quel terreno reso arido dalla torrida estate, la goccia trovò lo slancio necessario a raggiungere le labbra, ormai seccate dal sole e dalla polvere. Ancora una volta accadde tutto in un istante, lasciai sciogliere sulla punta della lingua quella piccola goccia, per ritrovare di nuovo la stessa sensazione, quel denso sapore salato, diverso dalle lacrime, che ormai gustavo sempre più raramente, eppure anch’esso cosi violentemente sapido, ancor più schietto e robusto nel suo aggredire i sensi. Immediatamente smisi di pestare sui pedali, lasciai che le ruote sfruttassero la spinta che avevano accumulato, chiusi gli occhi e mi lasciai riempire da quella sensazione, facendomi rapire dai miei pochi ricordi, per poi riattaccare a pedalare con rinnovata foga, per potermi così gustarmi altre gocce, succo salato del mio piccolo corpo affaticato.

Adesso di anni ne ho più di settanta. I motivi validi per piangere li ho esauriti da tempo. Trascorro i giorni ammirando il mare, nascondendomi nell’ombra del portico di casa, d’estate in Puglia il sole si fa sentire forte, potrei sfruttarlo meglio, magari lavorando sodo, a tagliar legna oppure a zappare la terra nell’orto, così da sciogliermi in bocca quel poco grasso che ho accumulato negli anni. Ma non mi va più di faticare.

Eppure quel sapore intenso non l’ho mai dimenticato.

Ogni sera, poco prima del tramonto, assieme a mia moglie scendo tra gli olivi della valle e raggiungo la piccola spiaggia bianca che orla la baia di San Isidro, lentamente mi immergo nell’acqua fino alle spalle, per poi nuotare fino ad uno scoglio distante una cinquantina di metri da riva, lì mi siedo e, scaldato dal poco sole che resta, appoggio le labbra sulla schiena di mia moglie, trovando nel grande mare quel sapore indimenticabile che ha accompagnato i momenti più intensi della mia vita.  

 

postato da: corradopeli alle ore 10/06/2007 13:56 | link | commenti
categorie: ricordi, racconto, sale
lunedì, 04 giugno 2007

Reunion da brividi!

I Police si sono riuniti.
I Rage against the machine sono già in studio.
Gli Smashing pumpkins verranno all'Heineken.
I Libertines ci pensano da tempo.
I Velvet Underground e i Sex Pistols l'avevano già fatto.
Gli Stone Temple Pilots stanno di nuovo sotto lo stesso tetto.
I Guns flirtano tra loro.

Io mi chiedo, e i Ricchi e Poveri? E Albano e Romina?
postato da: corradopeli alle ore 04/06/2007 18:15 | link | commenti (8)
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