Breve storia
1° maggio 1953: il Lambretta club Medicina convoca i propri soci presso il Bar Sport di piazza Garibaldi, alle ore 4.30 del mattino, per una gita sociale a Madonna dell’Acero, è prevista una sosta con visita a Porretta Terme, per un totale di 220 chilometri. Ritorno alle ore 19.
7 maggio 2006: il Lambretta club Medicina convoca soci ed appassionati presso il bar della Corte Argentesi, alle ore 10 del mattino, per il raduno annuale con gita a Castel San Pietro Terme, dove è prevista la meritata pausa aperitivo, ritorno a Medicina per il pranzo sociale, con conseguente sciogliete le righe attorno alle ore 15.
Passano gli anni, cambiano le facce e i modi di vestire, forse cala un po’ lo spirito di sacrificio (ma chi si presenterebbe, oggi, ad un raduno alle 4.30 del mattino?), eppure il Lambretta club Medicina è ancora vivo, e ciclicamente risorge dopo periodi di flessione.
I primi iscritti al Lambretta club risalgono al 1951, in quegli anni sono numerose le spedizioni sulle due ruote compiute dai nostri concittadini: Firenze, Monte Cimone, Rimini… Il club vive momenti di gloria eppure si scioglie soltanto 5 anni dopo, nel 1956, quando i tesserati avevano raggiunto le 69 unità e l’attività del club contemplava anche feste da ballo e vere e proprie gare di rally sulle due ruote, celebri le competizioni sul fango che si svolgevano davanti ai giardini pubblici, dove ora si trova il campo da basket all’aperto.
Negli anni sessanta arrivano le prime Vespe, amiche e nemiche della Lambretta, ma compaiono anche le auto e l’interesse verso le due ruote comincia a scemare, nonostante in Inghilterra la cultura Modernist e film come Quadrophenia celebrino il grande successo di questi affascinanti mezzi, veri e propri simboli italiani nel mondo.
Qui a Medicina non succede più nulla fino al 1997, quando William Grandi e Cristian Pantaleoni tornano da un viaggio in una Londra che, proprio in quel momento, è invasa da un’ondata di revival anni sessanta, i due acquistano e ristrutturano un paio di vecchie Lambrette e riportano questa passione nella città.
Il 26 luglio 1997 risorge il Lambretta club Medicina.
Alle soglie del decimo anniversario della “seconda vita” del Club vogliamo ricordare i momenti salienti di questi ultimi dieci anni.
Le tessere
Ormai introvabili quelle della prima edizione, realizzate artigianalmente, stampate e piegate dalla sorella del presidente, recavano, all’esterno, le foto di William Grandi in completo grigio principe di Galles di tre taglie più piccolo e del vicepresidente Cristian Pantaleoni intento a cavalcare la sua Lambretta lungo la trasversale di pianura.
In tutto ne furono realizzate 110 copie, vendute a forza nel primo anno di vita del club, il metodo di affiliazione era sopraffino, chiunque si trovasse, anche per sbaglio, nel raggio di un chilometro dalla di uno dei dirigenti veniva tesserato in maniera coercitiva.
Furono così associati, tra gli altri:
Due postini.
Il ragazzo che distribuiva i certificati elettorali.
Tre vù cumprà.
Cinque muratori che ristrutturavano l’officina da radiatorista del padre del Presidente.
Un commerciale Telecom.
L’autista della Bo frost.
Due badanti ucraine impegnate a controllare la nonna del vicepresidente.
I raduni
Il primo fu memorabile, in data 14 giugno 1998, ritrovo alle ore 14 a casa Grandi, sede del Club, con circa 35 gradi all’ombra. Si presentarono 18 persone, 15 delle quali in macchina, destinazione Dozza, in 8 si defilarono abilmente alla terza curva andando al bar della piscina per un torneo di tresette, i restanti non superarono lo Zappettificio Muzzi di Castel Guelfo, raggiunti da un temporale biblico. Nessuno arrivò mai a Dozza.
Nel 2000, invece, si presentarono due fifty Malaguti, uno scooter giapponese, tre centauri su Cagiva ed un mosquito, cominciano così ad affiorare le prime polemiche sull’autenticità del club.
Nel 2004 il salto di qualità, Marco “scooter boy” Castagnoli prende in mano la situazione e trasforma i raduni in eventi professionali e di qualità, vengono ammesse soltanto Vespe e Lambrette, cominciano ad arrivare appassionati da oltre regione.
Le cene ed altri eventi
Ogni medicinese tra i 25 e i 35 anni ricorda le cene del Lambretta club, con clamorose ricariche della dirigenza sul conto del ristorante con il nobile intento di rimpinguare le casse del club.
Il primo menù, presso un ristorante abusivo del territorio, era il seguente:
Antipasto a base di arachidi e olive denocciolate.
Tagliatelle al ragù con rabbocco di garganelli conditi con lo stesso ragù.
Grigliata di pancetta e costoline accompagnata da pane raffermo del giorno prima.
Coppa del nonno.
Caffè, controcaffè e rinculo di amaro del ferroviere.
Vino marsalato e bottiglioni di Milan Cola importati dall’Ungheria.
E poi le maronate invernali e le cocomerate estive, con le elezioni pilotate di miss e mister Lambretta, non mancarono però le serate culturali, come le proiezioni cinematografiche di “Quadrophenia” e “La ragazza con la pistola”, presso l’Auditorium di via Pillio.
Le parentesi sportive
L’unico settore in cui il Club ha saputo ritagliarsi vera gloria, anche se va precisato che i 5 titoli consecutivi conquistati dal Lambretta Club nell’ambito torneo di calcetto estivo, furono il frutto di una campagna acquisti giocatori senza un minimo di criterio deontologico. Dei 10 giocatori convocati nessuno possedeva una Lambretta, e nemmeno una Vespa o un biciclo a motore… La vera squadra del club, composta dalla dirigenza al completo, giocava sotto il falso nome di Frizione, portò a casa valanghe di gol subiti ed espulsioni tragicomiche.
Da dimenticare anche le apparizioni allo storico torneo estivo di basket.
I gadget
Un capitolo a parte lo meritano i gadget pensati amorevolmente dal club per i propri soci, un’altra lucrosa attività ideata dal vicepresidente Pantaleoni. Nell’ordine furono realizzati:
Sciarpa 100% acrilico, nera con stemma del club.
Finto accendino zippo.
Finta Lacoste color azzurro slavato.
Mutande (e boxer per i dirigenti) cucite da cinesi in un laboratorio clandestino di Prato.
Calendario di nudi maschili che cavalcano Lambrette.
L’organo ufficiale del Club
Il numero 0 di “Frizione, la fanzine che ti permette di cambiare marcia”, esce nel febbraio del ’99, 8 pagine di consigli, racconti, ricordi, fotografie, appuntamenti, interviste ed errori ortografici clamorosi. Ne uscirono stampati 7 numeri, fino al maggio 2002.
Chi non conserva ancora il poster della ragazza del mese?
Momenti di gloria
Esclusi i trionfi sportivi, il Lambretta Club Medicina, annovera comunque una serie di momenti indimenticabili, più o meno meritati.
- Gennaio 2001, il Sindaco di Medicina Nara Rebecchi convoca il Presidente Grandi al fine di ringraziarlo per i risultati che il club sta ottenendo, gli regalerà una coppa ricordo, non prima di averlo umiliato affermando che lei nel ’68 è andata da Medicina a Parigi in Vespa.
- Maggio 2001, la fanzine Frizione viene recensita positivamente sull’importante rivista “Italian Mod”, mentre il notiziario ufficiale del Lambretta Club d’Italia dedica un articolo ai ragazzi di Medicina.
- L’incontro - intervista con Oskar, cantante del Statuto, gruppo storico di musica ska, chi non ricorda “Abbiamo vinto il festival di San Remo?”
- Giugno 2006, due medicinesi portano il club al Vespa day di Torino, assieme a migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo.
Alle soglie del decimo anniversario, e ad oltre 55 anni dalla nascita del primo Lambretta Club medicinese, la passione della nostra città verso Lambrette (e Vespe) continua.
Tutto ciò che è stato raccontato in questo articolo, pur basandosi su fatti ed eventi realmente accaduti, è stato romanzato e volutamente esagerato, per la verità il club è stato, ed è ancora oggi una splendida realtà della nostra città, per diversi anni è vissuto soltanto grazie alla passione messa in campo da William Grandi e Cristian Pantaleoni, cui tutti i soci saranno sempre riconoscenti, ora l’eredità è stata presa da Marco Castagnoli, il raduno, che si svolge tutti gli anni a maggio, vede la costante presenza di oltre cento appassionati..