Chi sono

Utente: corradopeli
Sono nato nel 1974 e risiedo a Medicina, città che i bolognesi attraversano mentre si dirigono verso il mare. Tra la via Emilia e la San Vitale. Tra la pianura e la collina. Tra la nebbia e gli ombrelloni. Tra due secoli. Mi colloco così. Sono giornalista e collaboro con diverse testate. ''La mia coscienza è la traccia 7 dell’ultimo album dei sigur ros" è il mio primo romanzo.

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lunedì, 29 maggio 2006

Babyshambles e cultura

Allora, intanto rispondo a chi mi ha chiesto di scrivere più spesso perché “ha sete di cultura”, premesso che ho grossi indizi sulla sua identità, gli rispondo che sono lusingato ma che se ha “sete di cultura” può tranquillamente andare a bere da un’altra parte, perché qui ne trova poca.

Scrivo poco? A me sembra tantissimo, comunque sia il problema è che la mia vita non è così interessante da avere tutti i giorni qualcosa da raccontare.

Però questo fine settimana qualcosa di bello l’ho fatto, venerdì sera sono stato a vedere il concerto dei Babyshambles a Bologna, per chi non li conoscesse è il gruppo di Pete Doherty, ex Libertines, famoso per la sua lovestory con Kate Moss, ed anche per tutto quello che beve, fuma e si inietta.

Che dire, si sono allegramente presentati alle 00.45, tre ore in ritardo sul programma, Doherty era nelle condizioni in cui tutti speravamo, completamente strafatto, ingovernabile, gestito a fatica dai suoi compagni.

Ha tentato di rompere un faretto che lo infastidiva (non riuscendoci).

Si è intascato tutto quello che pioveva sul palco (almeno 10 accendini, un cd, uno striscione, una maglietta…).

Ha scagliato un pezzo di amplificatore sul pubblico.

Non ha mai finito una canzone al primo tentativo.

Si è fumato almeno trenta paglie.

Se n’è andato a metà di un brano lasciando il gruppo a guardarsi negli occhi, per poi tornare ancora più strafatto di prima.

Ha quasi decapitato il suo bassista.

Ha maltrattato ogni microfono gli capitasse sotto tiro.

Tuttavia hanno suonato per un’ora e un quarto, ed è stato un concerto da ricordare, mi sono ributtato a pogare, roba che non facevo dal concerto dei Rage Against the Machine del ‘95 (o ‘96?) a Milano.

Vi appiccico due foto che ho scattato, non si capisce molto, ma non potevo fare di meglio.

postato da: corradopeli alle ore 29/05/2006 20:25 | link | commenti
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giovedì, 25 maggio 2006

H2odio

Ho visto il film di Alex Infascelli, strombazzato a destra e sinistra.

Mentre lo vedevo provavo angoscia. E poi ancora angoscia. E ho pensato che per fortuna non soffro nessuno dei seguenti mali: attacchi d’ansia, paranoia, stress, panico, bulimia, anoressia, esaurimenti, insomma mi ritengo sostanzialmente sano, perché altrimenti poteva essere un film pericoloso.

Al termine ho decretato un “Bel film”.

Poi mi sono imbattuto in una recensione totalmente negativa, l’ho letta e mi sono detto, sempre coerente con la mia incoerenza.

E’ vero. Non è poi un granchè.

E adesso?

Io vi consiglio di vederlo. Sicuramente in compagnia, non da soli, non al buio.

Poi, ma solo dopo, leggete questa recensione qui.

postato da: corradopeli alle ore 25/05/2006 16:11 | link | commenti (3)
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lunedì, 22 maggio 2006

Alla scoperta del «Mali migliore»

La mostra del fotoreporter monzese Bruno Zanzottera sull'Etiopia del poeta francese ospita il documentario girato dal giovane regista medicinese Matteo Romagnoli.

«Il Mali migliore» è il documentario realizzato da Matteo Romagnoli che giovedì 25 maggio, alle ore 21.30, sarà proiettato alla Sala dell’Annunziata di Imola (Via Fratelli Bandiera 17/a) nell’ambito della mostra di Bruno Zanzottera «L'ultimo sogno africano di Arthur Rimbaud».
Il documentario è stato interamente girato con una telecamera palmare dal regista esordiente Matteo Romagnoli che, assieme al veterinario Davide Rossi, (entrambi residenti a Medicina, nel bolognese), ha attraversato Mali e Burkina Faso viaggiando su taxi, bus, piroga.

«Il Mali migliore» offre una visione di luoghi che sono allo stesso tempo tra i più poveri ma anche tra i più vivibili e dinamici del pianeta, e lo fa attraverso le parole di padre Alberto Cusio, che abita a Bandiagarà da trent’anni e non desidera altro che continuare a stare laggiù, uno dei paesi più poveri al mondo ma anche il luogo nel quale ha trovato quel “senso dell’umano” che non è riuscito ha trovare altrove. E ancora: il punto di vista di Baba Mahamane Tourè, studente universitario, nato e vissuto in mezzo al deserto del Sahara, che racconta del Mali come di un luogo in cui violenza e furti non esistono, di una democrazia salda, di un popolo multietnico che convive e non sopravvive. E, infine, attraverso lo sguardo estraneo di Davide Rossi, che ha vissuto quattro mesi tra Mali e Burkina Faso.

La mostra del fotoreporter monzese Bruno Zanzottera è organizzata dall' Assessorato alla Cultura del Comune di Imola, in collaborazione con il Tour operator Il Tucano Viaggi Ricerca, specializzato nell'organizzazione di viaggi di alto contenuto culturale e geo etnografico, e Rizomedia - rete di giornalisti.
Quarantadue immagini esposte fino al 28 maggio, per ripercorrere i luoghi dell’avventura africana dell’uomo dalle suole di vento, come venne definito il poeta francese per la sua eterna irrequietezza. Le foto sono arricchite da stralci di poesie e lettere scritte da Arthur Rimbaud durante la sua permanenza in Etiopia.
postato da: corradopeli alle ore 22/05/2006 16:01 | link | commenti
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venerdì, 19 maggio 2006

La precarietà è un dono

Una volta ero bravissimo a rimandare, ero un maestro nel fare domani quello che potevo fare oggi, adesso non posso più, sbatto sempre più spesso la testa contro cose che devo concludere assolutamente, schianto la fronte contro quella montagna immensa che è il dovere. E mi faccio male, cazzo se mi faccio male.

Insegno informatica. Collaboro con un giornale. Curo il periodico dell’amministrazione comunale di palazzaccio. Seguo una manciata di siti internet per conto di alcune associazioni. Faccio un po’ di pubbliche relazioni a destra e sinistra. Semino e raccolgo un po’ qua e un po’ là.

Sommando tutto questo farei fatica a comprarmi un’auto con l’aria condizionata, che adesso mi servirebbe veramente considerando il caldo che fa, meno ancora potrei permettermi la casa che sto ristrutturando. Per fortuna ho un altro lavoro, una collaborazione coordinata e parecchio continuativa per i comuni di villanuova e palazzaccio. Adesso c’è la riforma biagi, ma io non ho paura, intanto ci metto qualche sciopero, che perlomeno sto a letto, ma non mi riposo, perché comunque lavoro da casa.

Internet, e-learning, e-book, e-care, a qualsiasi parola ci si infila davanti la e, poi automaticamente diventa un progetto che io seguo per il comune di palazzaccio, e magari anche per villanuova, che però è un comune un po’ più povero e deve tenere i piedi per terra, certe cose non se le può permettere. A palazzaccio invece qualsiasi idea diventa realtà, a palazzaccio si usa la firma digitale, si gira con la carta d’identità elettronica, a palazzaccio il sindaco andrà alla maratona di new york, a palazzaccio tra poco ci sarà un pannello elettronico che ti darà il benvenuto in città, a palazzaccio il comune ti invia gli sms con gli avvenimenti e il meteo per il fine settimana. A palazzaccio si insegna l’informatica gratis, a palazzaccio i matrimoni sono trasmessi in diretta via internet, così i parenti dei giocatori argentini di rugby guardano i loro figlioli che si accasano qui e li lasciano nella merda, laggiù nella sterminata pampa sudamericana.

Brano tratto da "La mia coscienza è la traccia 7 dell'ultimo album dei sigur ros", scritto da Corrado Peli ed edito da Statale 11 editrice.

>> Il libro su IBS

postato da: corradopeli alle ore 19/05/2006 16:22 | link | commenti
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mercoledì, 17 maggio 2006

Biscardi: finalmente è finita

Forse è la volta buona, il calcio pulito comincia anche dallo "scavarsi di mezzo" gente come Biscardi  ed il suo modo di fare televisione.

Leggete l'articolo che linko qui sotto, è fantastico, e le ultime 5 righe riassumono bene l'ignoranza del personaggio.

Leggete l'articolo

biscardi
postato da: corradopeli alle ore 17/05/2006 09:22 | link | commenti
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domenica, 14 maggio 2006

Che bazza la vespa

Un anno fa un mio amico mi offre a 200 euro la sua vecchia vespa 125 del 1980.

 

Cazzo, un affare. Mi dico.

Poi imparo che serve un 100 per il passaggio di proprietà.
360 per l’assicurazione.
30 circa per il bollo.
40 e più per un casco all’ipercoop.
Poi circa un altro 40 per il collaudo.

E dopo 5 chilometri non tiene più il minimo.

Che bazza. La vespa.

postato da: corradopeli alle ore 14/05/2006 22:06 | link | commenti (1)
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mercoledì, 10 maggio 2006

film e felafel

falafelAllora, visto che vi ho parlato di Lords of war, uscito da tempo, adesso vi dico di un film uscito ancor prima, di quelli che, a differenza di Se mi lasci ti cancello, mi ero ripromesso di andare a vedere soltanto per il titolo: E morì con un felafel in mano. Poi, come sempre, mi è passato di mente, è così me lo sono trovato sul server del buco in cui lavoro, scaricato da qualche pirata informatico che, sono sicuro, non l’avrà nemmeno visto. Io me lo sono preso e guardato, due volte in due giorni, e adesso vi consiglio di cercarlo e vederlo. Non vi cambia la vita, d’altronde nessun film ve la cambierà mai, ma vi garantisco un paio d’ore molto divertenti.

Adesso mi sono ripromesso che leggerò il libro da cui è stato tratto.
Lo so già. Me ne dimenticherò.

postato da: corradopeli alle ore 10/05/2006 23:30 | link | commenti
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martedì, 09 maggio 2006

La mia giornata

cover...oggi per me è stata una di quelle giornate anonime che le prendi e le butti nel mucchio delle giornate che devi per forza trascorrere nella tua vita, che di giornate così ne ho collezionate parecchie. Io ogni tanto ci penso alla mia collezione di giornate anonime, che se avessi un album lo avrei già riempito, prendi attacca e appiccica all’album della vita. E avrei anche parecchi doppioni da scambiare.


Tratto da "la mia coscienza è la traccia sette dell'ultimo album dei sigur ros", scritto da Corrado Peli e pubblica da Statale 11 editrice


postato da: corradopeli alle ore 09/05/2006 19:39 | link | commenti
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domenica, 07 maggio 2006

Fotografie e Rimbaud

Per chi fosse nei paraggi di Imola, è aperta fino al 28 maggio la mostra fotografica che Bruno Zanzottera dedica all'avventura di Arthur Rimbaud in Etiopia. L'esposizione si trova presso la sala dell'Annunziata e merita di essere vista, per la qualità delle foto di Zanzottera, per la bellezza dei paesaggi e delle persone immortalate.
postato da: corradopeli alle ore 07/05/2006 21:58 | link | commenti
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mercoledì, 03 maggio 2006

Lord of war

Lord-of-War"Se mi lasci ti cancello".
Già raramente vado al cinema, se poi dovessi pensare di trovare il parcheggio e far la fila e spendere 7 oppure 8 euro per vedere un film con un titolo del genere... invece un paio di anni or sono mi lasciai convincere ed andai a vederlo una domenica pomeriggio sotto natale e ne rimasi colpito, veramente veramente bella, dopodiché ho scoperto che il titolo inglese (The eternal sunshine of unspotted minds) rendeva la giusta dimensione.

Così ultimamente, da qualche mese a questa parte, tutte le volte che andavo al noleggio film, me ne tornavo a casa a mani vuote pur di non affittare quel dvd con la brutta faccia di nicolas cage che mi osservava, mi sembrava tutta butterata e non ne capivo il motivo. Poi nel titolo c'era la parola war, e le sparatorie mi piacciono poco. Insomma non pensavo di perdere nulla a non vederlo.
Ma una sera di vera e propria depressione, pur di non addormentarmi davanti ad amici, o il processo di biscardi, o qualche campagna elettorale, oppure incavallandomi le dita dietro ad uno zapping frenetico, sono uscito a prendere quel film.
E adesso non posso far altro che consigliarlo a tutti. Assoulutamente da non perdere la scena quando abbandona l'aereo in africa e soprattutto il finale, scontato quanto vero.
postato da: corradopeli alle ore 03/05/2006 17:47 | link | commenti (1)
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